E’ puntuale ed opportuna l’iniziativa assunta dai consiglieri del Pd Cifarelli e Lacorazza e da quello di BP ,Marrese, di una legge per il riordino delle competenze fra regione ed Enti locali. E’ nello spirito della Costituzione  un ruolo essenzialmente legislativo della Regione , come istituzione di Governo in senso lato, capace di assegnare deleghe gestionali agli enti intermedi ed ai Comuni , did are indirizzi operativi per la loro gestione, di controllarne i risultati. . Tutti avvertono questo ingolfamento dei Dipartimenti , alcuni dei quali non reggono più il carico di lavoro, il tutto aggravato da una malintesa poltiica di efficientamento puntata su una cabina di regia intorno al Presidente che  di fatto svilisce ed espropria l’attività dei Dipartimenti, prendendo le pratiche fior da fiore e disinteressandosi completamente della vita lavorativa di tutti i giorni nei vari dipartimenti. Che sono senza dirigenti, a corto di personale, e costretti a lavorare sulle emergenze dettate dall’alto, trascurando le esigenze di tutti gli altri cittadini che non hanno un Santo in Paradiso. Non c’è da illudersi comunque che questa legge possa passare indenne tra le forche caudine di una maggioranza che ha già dimostrato di voler spremere il limone fino in fondo in termini di gestione del potere, controllando tutto e tutti. Cionondimeno il dibattito che ne scaturirà , se portato nelle sedi giuste, è in grado di sensibilizzare tutti gli amministratori locali , facendone alleati importanti anche in funzione di una richiesta collettiva dalla quale sarà diffile prescindere. Quello che ci si aspettava con l’ingresso nel governo regionale di forze di centro era proprio un inversione di rotta rispetto al modus operandi di un Governo regionale che aveva esautorato gli uffici,accorpato le deleghe più importanti , ridotto gli assessori a collaboratori del Presidente, e portato tanta gente nuova inesperta ad occupare con nomine fiduciarie posti in organico destinati ai migliori dirigenti di ruolo. Questa speranza sembra non prendere corpo, riducendosi forse il tutto a una ridistribuzione del potere tra le varie forze, senza modificarne la struttura gestionale della Regione. Il risutlato è una regione ingolfata, incapace di imprimere un ritmo adeguato, in tuti i settori di attività. E questo quando esistono enti locali, come le Province, che hanno dimostrato nei fatti di essere la spuina dorsale dei territori e che anche oggi, nonostante la balorda legge di Renzi, non hanno perso la capacità di incidere in alcuni settori, dai trasporti, all’ambiente, alla scuole. Se si vuole fare un passo avanti rispetto ad un risveglio più generale delle Istituzioni maggiormaente resilienti, quelle più vicine ai cittadini, allora bisogna mettersi la mano sul cuore e far passare questa legge.  Rocco Rosa