by DINO DE ANGELIS

Ci sono alcune aree geografiche che, per la concentrazione di determinati fenomeni di eccellenza, assurgono al nome di “scuola”. L’appellativo”scuola” sta a sintetizzare la presenza di un luogo in cui si ritrovano dei talenti che, mettendo naturalmente in luce la loro capacità e creatività, ne esaltano anche la connotazione geografica,contribuendo ad innalzare notevolmente la reputazione dell’area di riferimento alla quale questi talenti appartengono.

Tanto per fare degli esempi, c’era una volta (e c’è ancora oggi) quella parte a sud della baia di San Francisco denominata “Silicon Valley”, famosa nel mondo per la produzione di silicio (“Silicon”), ovvero quel materiale che è alla base della costruzione di semiconduttori e microchip e quindi propedeutico alla creazione di computer, software e servizi di rete.  Laggiù, nella bassa California, si ricordano produttori di componentistica come Adobe System, Cisco Systems, Apple e Microsoft, nonché motori di ricerca e network quali Google, Yahoo, Facebook ed eBay.

Ma ci sono altri luoghi che si sono caratterizzati e resi celebri anche per la presenza di personalità  particolarmente talentuose. Cambiando totalmente settore, viene in mente ad esempio, la “Scuola genovese”, un movimento artistico musicale che si impose all’attenzione dell’Italie e dell’Europa per l’autorevole e concomitante presenza di cantautori italiani di enorme spessore quali De Andrè, Bindi, Lauzi, Endrigo, Paoli e Tenco. Particolarmente appropriata fu la considerazione del quotidiano “La Repubblica” che all’epoca scrisse: «Chiedersi perché Genova sia l’epicentro storico della musica d’autore italiana e fucina ineguagliabile di talenti è un po’ come domandarsi perché i Beatles sono nati proprio a Liverpool e il Rock’n’Roll negli Stati Uniti».

Potremmo citare anche altre aree in Italia e nel mondo che si sono caratterizzate per la presenza di una serie di personalità di spicco e che hanno finito con il determinare a volte le stesse fortune di quell’area. Vengo al punto che ci riguarda da vicino. Non sto teorizzando che in qualche rione sperduto della città di Potenza si annoveri il futuro De Andrè o il nuovo Steve Jobs, ma il fatto che da tempo riscontro nel capoluogo di regione è uno straordinario fermento culturale che ha delle punte di eccellenza e riconoscibilità (non solo nazionale) nello scrittore Gaetano Cappelli, di attori e registi di talento (cito, sempre per fare degli esempi, il nome straconosciuto di Papaleo, quello dell’astro nascente Antonio Gerardi, il trio de La Ricotta, Fabio Pappacena e il regista Antonello Faretta), di musicisti e compositori di livello altissimo (ad esempio il maestro Pasquale Menchise, che dirige orchestre in tutto il mondo), un enorme numero di compagnie teatrali, e tutta una serie di associazioni che producono un movimento culturale forse non necessariamente di respiro extraregionale, ma certamente impressionante per quantità ed anche per originalità delle varie proposte.

Per cui, pur senza scomodare scuole altisonanti come quelle che ho citato prima a mero titolo esemplificativo, sono convinto che la vera identità di una città si ritrovi nella natura più congeniale e autopropulsiva delle sue attività. E se queste attività, in maniera del tutto spontanea, esprimono eccellenze culturali ed artistiche, credo che alla città si debba riconoscere di poter aspirare ad ottenere il fregio di vera e propria “Scuola potentina”, appellativo che la caratterizzerebbe ulteriormente per la qualità di  tantissime espressioni locali che vanno a migliorare l’immagine della città fuori dai suoi stessi confini.

Solo rendendosi del tutto consapevoli di una simile identità, gran parte dei suoi cittadini possono ripartire per quella spinta di fiducia e di autostima che spesso manca e che può costituire la linfa vitale per la sua rinascita. E ben farebbe la politica regionale, spesso distratta da fenomeni culturali seppur importanti e largamente diffusi come quello di cui stiamo trattando, ad incentivare a vario titolo il proliferare dei vari talenti che hanno tutte le caratteristiche per diventare il jolly da giocarsi per la riqualificazione della città e del suo hinterland.