ARMANDO TITA*
Da molto tempo non riusciamo a creare una razionale interlocuzione con il mondo politico lucano. Siamo del tutto impreparati a dialogare con questa strana classe dirigente. Viviamo in una bolla impalpabile che ci condiziona moltissimo dopo le stravaganti campagne elettorali degli ultimi tempi con una sorprendente destra lucana vincente che scopre la classe operaia e ne diventa portabandiera, alfiere , gonfaloniere, leader e guida. Mai avrei immaginato un successo di Fratelli d’Italia nei nostri amati siti industriali. Vuol dire che qualcosa nella nostra Sinistra lucana si è rotto in profondità lasciando definitivamente il campo alla destra. Forse la mia è una malattia senile come lo è, purtroppo, la odierna “Democrazia” lucana acciaccata, inferma e malsana. Una democrazia che da qualche decennio soccombe rovinosamente con la buona pace di tutti a favore di una terrificante oligarchia. Oligarchia che imperversa nel mondo dell’economia, della cultura e nei settori strategici della regione… dall’Energia alle risorse idriche, dalla finanza ai bacini industriali. Sono queste le ragioni che inducono il cittadino lucano dotato di “scienza e coscienza” a disertare le urne e a non sopportare più queste ultime campagne elettorali, cosi mediocri, così ambigue, così confuse, così contradditorie e così incomprensibili. Consiglierei a tutti i candidati di questa inusitata tornata elettorale una seria lettura della “Nuova Guida alla Comprensione” Erickson 2024. Anche se il clima non è ideale vorrei alleggerire la cupa atmosfera politica con qualche aneddoto, molto calzante.
Un aneddoto che riguarda una vecchia campagna elettorale post bellica del mio Comune di origine, Ruvo del Monte, meglio noto alla “intellighenzia” lucana e italiana per aver dato i natali a Giuseppantonio Coppola, nonno del grande giallista americano Ed Mc Bain (Sceneggiatore del celeberrimo film “Gli Uccelli” di Hitchcock e inventore del popolarissimo 87° Distretto di Polizia, trasmesso su Rai Due per decenni). Queste campagne elettorali lucane da qualche anno rattrappiscono cuore e mente. Da uomo della sinistra indisciplinato constato lo stato confusionale del PD lucano e del suo segretario regionale Lettieri, definito da Talenti Lucani, “Signor Tentenna” . Il Lettieri, ad onor del vero, sconta i due anni del commissariamento dell’on.le Stefàno, un altro dirigente PD, silenzioso e muto . Un Commissario che in oltre settecento giorni di gestione politica del Partito non ha mai ritenuto opportuno coinvolgere i Parlamentari lucani, gli Amministratori regionali, i Circoli, i Sindaci, gli iscritti e i simpatizzanti. Un mutismo biennale che ha definitivamente “asfaltato” il patrimonio elettorale dell’immenso Partito/ Regione. Non entro nel merito delle scelte dirigenziali del PD regionale e nazionale degli ultimi tempi… dal candidato Presidente, per un giorno, Lacerenza alle “Baruffe Chiozzotte” di goldoniana memoria, poste in essere dai fantastici Baruffi/Taruffi , inviati speciali della meravigliosa Schlein. Baruffe, mischie, azzuffamenti , confusioni degne delle nostre migliori Cantine “autoctone”, quelle contrassegnate dal simbolo delle “Frasche”. Ai candidati materani che oscillano tra liste civiche, cartelli politici imprecisati,” Primarie dei ragazzi “con la stravagante presenza di alti esponenti del PD , di Forza Italia e Azione, vorrei ricordare, come già accennato, uno spiritoso e appropriato precedente della campagna elettorale, anni cinquanta, del mio paese di origine, Ruvo del Monte, al Nord della Basilicata, ai confini con l’Alta Irpinia. Per battere il forte sindaco democristiano inviso a tutte le forze politiche presenti in loco e perfino al Parroco, inventarono una lista civica con il simbolo del Patrono “San Donato Martire”, coraggioso soldato di Costantino, morto in battaglia e… “donato” dal Papa nel lontano diciassettesimo secolo alla comunità religiosa di Ruvo del Monte. Nella Lista confluirono tutti rappresentanti dei Partiti, dai Monarchici ai Comunisti con presenze di democristiani dissidenti, missini e liberali. Una sorta di “milazzismo”, alla lucana. Chi non ricorda il democristiano Silvio Milazzo che divenne Presidente dell’Assemblea Regionale siciliana nel lontano 1958 con i voti del MSI e del PCI. Da quel momento fu coniato il neologismo “milazzismo”.(Ogni riferimento alla campagna elettorale materana è puramente casuale) Per l’apertura della campagna elettorale di Ruvo del Monte per la Lista di San Donato Martire fu chiamato il bravo deputato liberale Odo Spadazzi con preghiera di volgere lo sguardo verso il capolista per ottenere la conferma del suo “ragionamento” politico. Suo malgrado accettò la proposta oscena e irricevibile. Da buon liberale inveì contro il regime sovietico, il capolista adirato scosse la testa fece cenno di NO, non bisognava esagerare, stante la presenza dei comunisti in lista, la stessa veemenza si verificò quando accusò di ipocrisia i baciapile e i bacchettoni religiosi democristiani. Il povero onorevole Spadazzi sempre più imbarazzato deviò su monarchia e fascismo per l’alto tradimento e per la disastrosa seconda guerra mondiale. Dal canto suo il capolista sempre più nervoso agitava le braccia e con ampi cenni di testa faceva intuire che tali argomentazioni non erano gradite per la presenza di missini e monarchici in lista. A quel punto il galantuomo Spadazzi rivolto al capolista e ai candidati sbottò: ”Si può sapere chi c. zo siete”?
Pure Noi, vecchi militanti della sinistra che abbiamo sempre avversato la fulminea fusione a freddo tra ex Dc ed ex PCI, nemici il giorno prima e uniti il giorno dopo, facciamo fatica a comprendere l’obiettivo delle primarie dei Cento ragazzi di Matera, in presenza di esponenti di primo piano di PD, Forza Italia e Azione che ne rappresentano politicamente il “ventre molle”. Come i cento ragazzi che hanno a cuore le sorti della Città di Matera pure noi, militanti della Sinistra , ci siamo battuti come leoni, invano, per la questione del “Pantheon lucano del PD”… mettere da parte affari e organigrammi e occuparsi solo di vicende nobili. Non ci siamo mai riusciti, anzi, vi dirò, cari ragazzi materani delle primarie, gli organigrammi, le correnti, le mostruose clientele, i ripugnanti nepotismi e gli affari sono cresciuti a dismisura con capi bastoni agguerriti e truppe cammellate smaliziate. Per dirla alla Fortebraccio, prima o poi, cari “Ragazzi delle Primarie”, …tutti i nodi verranno al pettine.
*Sociologo e saggista
