Il mese di giugno è il mese in cui tutte le società di calcio, comprese quelle che partecipano alla serie D, sono impegnate a programmare la stagione e quindi sono alle prese con i budget, gli obiettivi da centrare e l’allestimento della squadra.
La neo società del Potenza ha un compito in più e forse il più importante: la costituzione dell’assetto societario. Dopo le deludenti stagioni passate quest’anno, anche in virtù delle trascorse stagioni, si vuole dare alla società un nuovo abito che possa andare bene per più stagioni. I nuovi soci sono indirizzati, e in tal senso impegnati, a creare un gruppo coeso di appassionati disponibili a investire le proprie quote nel Potenza Calcio. Ci sono tante forme societarie per gestire una squadra di calcio: la proprietà nelle mani di un’unica persona, una società allargata a più investitori o una società che accetta che nel suo capitale entrino pure quote dei tifosi ecc. La prima forma legata a una sola persona o famiglia può dare importanti risultati, come succede a Picerno, Francavilla mentre a Melfi hanno optato a formare un gruppo che si prendesse cura della società, e anche in questo caso con risultati molto positivi.
Nel caso del Potenza non avendo mai trovato una persona o un gruppo locale appassionata ed economicamente disponibile a investire, sono arrivate persone di fuori, le quali per motivi diversi, non hanno trovato i giusti stimoli per dare continuità societaria negli anni, e dopo una stagione al massimo due sono andati via con la valigia quasi sempre vuota. Poiché il calcio è simile ad un’azienda, ci vuole una società che si dia continuità nel tempo per organizzarsi e programmare per cercare di raggiungere gli obbiettivi.
Tornando ai nuovi soci credo che vogliano agire nella direzione di costruire una società solida mettendo alle spalle l’improvvisazione. Le premesse ci sono tutte perché gli attuali soci conoscono tutte le vicende societarie passate, conoscono la città, sono imprenditori, insomma ci sono molti ingredienti per fare bene. Non ultimo vogliono puntare sul settore giovanile che costituisce un grande e necessario serbatoio che per una società di calcio potrebbe costituire un buon capitale umano da cui attingere nuove promesse per rimpinguare le casse e lanciarli nei campionati professionistici.