immacolata blescia
Le luci calano, il brusio delle voci si affievolisce e una luna dal tenue e cristallino bagliore si pone anch’essa come trepidante spettatrice: all’improvviso gli occhi dell’anfiteatro sono tutti rivolti al palcoscenico naturale.
Sta per palesarsi dinanzi a tutti noi un film vivente, un teatro senza sipario, il più grande racconto animato di storia rurale in Italia, unico e straordinario nel suo genere.
E’ l’8 luglio, data inaugurale della stagione 2017, e ci troviamo nel suggestivo Parco della Grancia di Brindisi Montagna, 25000 mq di area naturale che da circa 18 anni ormai sono meta di visitatori e curiosi.
Oltre alla bellezza naturale di un parco che sembra non subire l’impietoso passare del tempo e alle numerose altre attrattive offerte ai turisti (come per esempio lo spettacolo di falconeria), a calamitare in modo magnetico l’attenzione e lo stupore dei convenuti è senza dubbio la rappresentazione de “La Storia Bandita”. 
E’ la storia di Carmine Crocco, della parabola dolorosa e vendicativa della sua vita, è l’affresco di una delle pagine più forti e maledettamente controverse della nostra regione. Spesso si taccia questo tipo di spettacolo di eccessivo revisionismo storico, di essere passato troppo facilmente e nel modo più incauto dalla parte dei carnefici.
Ma se guardiamo alla nostra storia con gli occhi di Crocco e del dolore della nostra gente, straniera nelle proprie terre, ci accorgiamo che dietro tutto questo c’è davvero la volontà di un riscatto di dignità…anche a distanza di un secolo e più.
E siamo seduti lì, sul primo spalto a ridosso del palco, a respirare polvere ed emozioni, rumori e storia…elementi tutti intersecati fra loro indistricabilmente.
Numerosissimi figuranti (tutti i sabato di luglio e settembre e tutti i venerdì e sabato di agosto), indossano gli umili panni di un popolo vilipeso e vessato dalla storia per far rivivere la magia dell’onore e della ribellione al nemico invasore.
E portano sotto la luna della Grancia e ai piedi del suggestivo castello, sotto il quale si staglia una gigantesca montagna che fa da sfondo alle gesta narrate, uno spettacolo che non stanca mai chi lo guarda, che ogni volta è in grado di regalare spunti di riflessione e di commozione. Le voci di Michele Placido, di Lina Sastri, di Paolo Ferrari e di Orso Maria Guerrini conferiscono poi quel tocco di austerità e di solennità indispensabili a rendere questo spettacolo degno di essere gustato e sviscerato con occhi, orecchie e cuore in ogni sua parte.