Con l’inaugurazione del  magnifico e spettacolare ponte tibetano a Castelsaraceno, va a conclusione  la strategia turistica portata avanti dal centrosinistra e segnatamente dagli ultimi due Presidenti , De Filippo e Pittella, sulla organizzazione del territorio attraverso i macroattrattori. Si era iniziata tanti anni fa con un attrattore che non ha fatto una buona fine perché il costo di gestione non era economicamente sostenibile, si è continuato con quello di Sasso di castaldA, poi con Senise e con Trecchina e infine con Castelsaraceno. Tutti in linea con una idea di turismo che doveva esaltare le bellezze del patrimonio ambientale e naturale, proporre una vacanza all’insegna della tranquillità, dell’aria buona, del buon cibo e far conoscere la bellezza dei borghi. Una strategia che con Pittella aveva colto l’occasione di Matera, anche questa non piovuta del cielo ma costruita dal basso,per portare sugli schermi dei grandi media, Rai soprattutto, l’immagine di una Basilicata che aveva molto da dire e molto da dare ai turisti italiani ed internazionali. Che, con una certa diplomazia, l’ex presidente Pittella abbia rivendicato questo successo , ci sta, anche perché è abitudine di molti non dare a Cesare quel che è di Cesare, così come è abitudine di alcuni di  assumersi la paternità di iniziative partite da lontano, salvo poi non scordarsi di dire che tutti i guai dell’amministrazione corrente  sono ascrivibili al passato. Nulla di nuovo sotto il cielo di una umanità politica che ha ha perso lo stile corretto delle relazioni interpersonali e si comporta come clan in guerra. Com’erano belli i tempi in cui con Buccico o con Lettieri ci si litigava in aula, salvo la sera ritrovarsi da amici al ristorante e annacquare il vino della polemica.  Sul turismo è dunque finita una fase, che però andrebbe continuata in una nuova strategia: che è quella di fare rete, mettendo insieme tutti i punti di forza che il territorio presenta e organizzando una unica offerta distrettuale e regionale. Non possiamo pretendere che , al di là degli appassionati o degli emigrati in visita, tutte le zone interne possano diventare singolarmente attrattive, ma possiamo lavorare perché, in un cerchio più ampio, con servizi innovativi, il turista ci possa sostare senza annoiarsi, andando come , come si dice, fior da fiore, grazie ad una offerta che concentra ambiente, cultura, eventi, wedding, capaci di impegnare proficuamente l’arco di una settimana.  Su questo aspetto debbono darsi una mossa anche le categorie imprenditoriali, colmando quel gap individualistico che si registra in basilicata a favore di catene del turismo organizzato . Nè sarebbe male un avviso pubblico che metta l’accento sulla organizzazione sinergica di imprenditori del settore, cucendo i vari punti della rete in maniera da offrire una settimana  lucana tutta speciale. Le premesse ci sono, molto è stato fatto, ma dobbiamo pensare ad andare avanti almeno con lo stesso spirito innovatore che ci ha lasciato il passato recente. Rocco Rosa