Il punto debole della posizione regionale sullo slittamento a maggio del voto, in ossequio alla norma di accorpamento del voto per questioni di risparmio è che sei mesi di gestione provvisoria sono troppi, soprattutto se, come dice chi di bilanci se ne intende, a questi bisogna aggiungere una appendice politico organizzativa di formazione della Giunta, di insediamento degli organi e di nomina dell’alta dirigenza, senza cui non è proprio possibile passare alla fase operativa. Questo fatto non deve essere sfuggito alla facente funzione la quale non a caso, pur fissando la data come per legge si dice disponibile a valutare con il Governo nel quadro di una leale collaborazione, soluzioni diverse ma che escludano comunque gennaio, un mese tutto dedicato all’apertura della cerimonia per Matera capitale europea della cultura, e che , sia nella fase di preparazione che in quella di celebrazione richiede grandi ed oggettivi sforzi operativi da parte del maggiore Ente locale. Metterci in mezzo al mese le elezioni significa derubricare un evento di importanza vitale. Si adombra senza dirlo la possibilità che si voti a febbraio , mettendo insieme le tre regioni che più prossime sono alla scadenza , Basilicata, Sardegna ed Abruzzi. La data potrebbe essere quella prefissata dall’Abruzzo, cioè domenica 10 febbraio. Ma per far questo ci vuole un decreto che vada in modifica della norma sulla spending revuew, magari sulla base del ragionamento, abbastanza ovvio, che la gestione provvisoria non debba superare i 4 mesi, tanto quanto viene garantito agli enti che non approvano per tempo il bilancio di previsione. A questo ragionamento, che è proprio della sfera giuridica, si contrappone una discussione politica , tutta incentrata sul fatto che Pittella avrebbe dovuto dare le dimissioni permettendo di votare nel giro di due mesi. E’ una discussione che va bene quando a farla sono le opposizioni, ( i cinquestelle oggi hanno organizzato un sit con un cartello che più sintetico ed esplicito non poteva essere ” t’ n’aia sci), meno quando ,insieme ad esse, si agitano forze della maggioranza in cerca di visibilità . C’è una misura a tutto e non si può passare sopra il corpo di una persona quando questa aspetta semplicemente un responso della Cassazione sull’iter, non sul merito, di una vicenda. 