Il grido di guerra del consigliere Cifarelli sulla necessità di preparare l’alternativa al Governo regionale sembra più che altro  una sveglia che suona quando i componenti della famiglia se ne sono già usciti , ognuno andandosene per la propria strada, Non è solo questione di numeri che mancano, è che non ci sono né progetti ,né riferimenti  e ..nemmeno persone credibili, per cui la sola via possibile da consigliare all’esponente del Pd è quella già praticata: il silenzio, l’immobilità e la preghiera silenziosa che questa maggioranza riesca a fare tutto da sola, stancando la gente, deludendola e costringendola a cambiare. Innanzitutto questa sollecitazione viene da un partito il Pd che ha il morto in casa, con i parenti che non si parlano, e che fanno di tutto per andare divisi anche quando dovrebbero mostrare alla gente il volto di una famiglia come le altre. Poi c’è una coalizione che è partita già con la diserzione del candidato presidente di centrosinistra non uscente alle ultime regionali, che anziché lavorare per l’unità e prendersi la bandiera della coalizione, come gli toccava di fare eticamente e politicamente, ha preferito parlare a nome personale, farsi il suo gruppetto e  piano piano, zitto zitto, andare in soccorso dei vincitori, con il che dimostrando che il centrosinistra era solo un taxi da guidare per un autista ambidestro come lui.. È  stata questa un’altra scelta sbagliata di Pittella che sarà stato anche bravo come capacità programmatoria e visione di sviluppo ( e per me lo è stato)  ma  che sul piano della strategia politica non ha mai capito niente, come dimostrano i risultati. Aspettiamo qualche mese e vedremo finalmente il ritorno a casa di questo signore, capo della coalizione perdente, che era stato fulminato sulla via di Damasco del centrosinistra, perdendosi poi nei vicoli di quella città bombardata. Infine, Italia Viva. Come si fa a pretendere fedeltà al centrosinistra ad un partito che ha due nemici dichiarati, il Pd ed i Cinquestelle, soprattutto quando questi hanno deciso di mettere insieme le loro debolezze per mantenersi in piedi? E dunque , Cifarelli, che è un esponente credibile per storia personale e comportamenti politici, se vuole rifarsi la vita politica deve partire da casa propria, rimettendo in piedi un partito che non c’è, rischiando molto per riaggiustarlo, migliorarlo, dargli un volto più accettabile e un messaggio più serio di quello di una continuazione attraverso il recupero salvifico della nomenclatura. Qui lo sanno anche le pietre che nel Pd nessuno ha voglia di ricominciare, ma solo di continuare a vedere come finisce il film, chi vince e chi perde di quelli che una volta erano protagonisti ed oggi sono dei comprimari, ognuno col suo gioco, ognuno con le sue carte , ognuno con le sue relazioni. E dunque il solo modo per imboccare veramente una nuova via è quella di parlare direttamente al popolo di centrosinistra, di parlare da lucano che rivendica dal suo partito nazionale la piena autonomia per le decisioni sul territorio, che parla dalla mattina alla sera della basilicata e dei suoi problemi, che non perde tempo ad insultare gli altri, ma propone, ragiona, si pone come persona credibile e seria, si sforza di far capire alla gente che ci sono energie, intelligenze, proposte e programmi che possono mettersi al servizio di una nuova maggioranza che non parte come sommatoria di partiti ma come espressione di una società che si ritrova su alcune cose, che parla lo stesso linguaggio e che esprime le stesse considerazioni. Tutto il resto è fuffa, Debbono passare due anni, forse meno, per arrivare a fare i conti con questa maggioranza e chiuderle la porta in faccia . Ma se non si mischiano le carte, se non si fa nascere la fenice dalle ceneri, se si continua a scrutarle per indovinare l’avvenire, allora è meglio che non suoni la sveglia, perché nessuna la sentirà. Rocco Rosa