Una sacrosanta esigenza di liberare l’Amministrazione pubblica da lacci e lacciuoli legislativi che ne impediscono il corretto funzionamento è stata presa a pretesto da questo Governo di destra per intervenire pesantemente sul tema degli appalti, eliminando tutto quello che può ritardarne l’attuazione e dando piena libertà agli amministratori di muoversi secondo il principio dell’efficacia del risultato. Solo che questo principio non è valutabile perché privo di  norme di verifica , per cui resta una mera dichiarazione di principio nell’atto di committenza di un lavoro.  Contro questo invito ad agire con le mani libere, molte Regioni e molti Comuni hanno proposto un atteggiamento più prudente, nel senso di introdurre regole di comportamento che , pur non appesantendo l’iter di aggiudicazione, cercano di tenere insieme tarsparenza ed efficienza. Lo hanno fatto con Regolamenti che riordinano i passaggi e suggeriscono i comportamenti più lineari e ossequiosi della funzione pubblica che gli enti elettivi debbono assicurare. La gran parte delle Regioni  si è mossa in questa direzione e molti Comuni hanno preso a modello un regolamento di disciplina predisposto dall’associazione dei segretari regionali, che è veramente un vademecum esaustivo sia dalò punto di vista delle funzionalità che da quello della correttezza gestionale. Quando abbiamo parlato, nei giorni scorsi, della necessità di affiancare una parte costruens alla nuova legislazione degli appalti,non limitandoci a fermarci alla parte destruens predisposta dal Governo Meloni e che tanto piace  alle amministarzioni locali di destra,era per dire che , anche su questo campo, c’è da portare una visione diversa del modo di agire da parte di amministratori di sinistra dimostrando nei fatti che si piò essere efficienti e allo stesso tempo garantisti, equanimi, obiettivi e trasparenti. Tra le amministrazioni che hanno costruito un regolamento nuovo intorno al tema degli appalti non c’è né la Regione Basilicata, facendosi essa bastare le norme che le varie Autorità di gestione dei soli fondi europei hanno dettato, nè la maggior parte dei Comuni più grandi, Potenza compresa. Mancanza di tempo, mancanza di interesse? Chissa! Resta il fatto che basterebbe adottare il regolamento tipo predisposto dall’ANAC, per dimostrare che l’interesse primario dei nostri amministratori non è avere mani libere sugli affidamenti o sugli appalti, ma di far camminare su uno stesso binario legalità e funzionalità. Un Regolamento che non  è una gabbia per il decisore politico o il dirigente amministrativo ma una forma di tutela  della correttezza del proprio operato. Le norme dell’ANAc suggeriscono di regolamentare gli affidamenti attraverso la istituzione di Albi degli operatori, divisi per categorie e per importi di opere o servizi, di non spacchettare l’appalto, di garantire la rotazione degli affidamenti , e via di questo passo. Nessuno mette in dubbio l’onestà degli amministratori, ma darsi delle regole è indice di buona volontà e di rispetto dei cittadini. E se queste regole non si scrivono, perchè le opposizioni non sollevano il tema? Mistero. Rocco Rosa