Alla mia terra.
Alle mie dolci memorie.
Agli intensi profumi della mia infanzia.
Ai destini già segnati.
Ai cuscini umidi di sogni e viaggi
vissuti in letti e paesi abbandonati.
Alle stelle, sì: alle stelle!
La vecchia col fazzoletto e la stampella:
La vecchia col fazzoletto
e la stampella
che ha ingoiato
il telescopio
è approdata
sullo spazio
ed ora mangia
il suo gelato
al caramello
digerendo
tutti i numeri
dei ticket
le calze elastiche
e le bionde tinture
di iodio
delle ferite
gravitazionali
che le andarono
di traverso.
La vecchia col fazzoletto
e la stampella
si sistema
i bigodini
con le orbite
del suo fresco
pane e pomodori
e di quei
“se Dio vuole”
che poi
non volle
neppure
regalarle
un nuovo acchiappiamosche
per setacciare
i suoi sogni
alla menta.
La vecchia col fazzoletto
e la stampella
ha spezzato
le catene
del suo grillo
che viveva
in un boccaccio
di galassie
cantando
ninnananne
ai suoi pezzi
di basilico
e pregando
il sole
di dimenticare
insieme a lui.
Ma la vecchia col fazzoletto
e la stampella
ora zappa
sulla luna
e coltiva
finalmente
le sue stelle
districando
tutti i nodi
della terra
da cui
Berenice,
silente,
s’innalzò.
Valeria Iannuzzi
