rocco sabatella
Le vittorie, come quella arrivata contro la Sarnese quasi alla fine del recupero del secondo tempo, sono sicuramente le più belle e quelle che danno libidine e soddisfazione in quantità industriale. Proprio quello che è accaduto al Potenza in una partita che sembrava avviata a concludersi sul risultato di parità e che ha visto presentarsi sul cammino della squadra di Ragno una serie di difficoltà contro le quali sembrava che non ci dovesse essere niente da fare per riuscire a superarle. Difficoltà che si possono ascrivere in primis alla buona prestazione degli avversari, poi ad un primo tempo in cui si è visto un Potenza decisamente aldi sotto delle sue capacità, successivamente all’espulsione di Guaita che ha lasciato i rossoblù in 10 uomini nel momento di maggiore sforzo per arrivare al vantaggio ed infine alle parate decisive del portiere della Sarnese nel lungo assedio che i lucani hanno portato alla squadra campana arroccata nella propria area per tutto il secondo tempo. Nonostante tutto questo la formazione di Ragno ha creduto fino in fondo alla possibilità di vincere. Spingendo sull’acceleratore con una continuità ed un’intensità che il momento richiedeva. E quando mancavano poco più di due minuti alla fine è arrivato il gol liberatorio di Carlos Franca che è saltato molto più in alto del diretto avversario della Sarnese colpendo di testa un traversone di Coccia e spedendo in rete. Vi lasciamo immaginare che cosa è successo in campo con Franca che è stato letteralmente soffocato dall’abbraccio di tutti i compagni e con i tifosi al settimo cielo, fradici, quelli della curva e dei distinti, non solo della pioggia caduta incessantemente per tutta la durata della gara, ma di una gioia immensa per aver visto scacciato il fantasma del pareggio. Gol che avvicina ulteriormente il Potenza verso il traguardo della promozione anche se a fine gara Ragno, dinanzi alle domande dei giornalisti se questa vittoria fosse decisiva per le sorti del torneo, spegne, giustamente questa interpretazione dicendo solo che ci sono da affrontare altre sette finali e qualcosa di più significativo si potrebbe dire dopo le prossime tre partite: in trasferta a Francavilla, poi in casa con il San Severo e di nuovo fuori a Gravina. Ritornando alla gara con la Sarnese, c’ù da sottolineare come nel primo tempo il Potenza non abbia offerto la sua migliore prestazione. Ritmi troppo bassi, circolazione di palla lenta, molta distanza tra i reparti e punte abbandonate a se stesse. Questo ha favorito gli avversari che hanno avuto la possibilità di conservare il possesso palla con troppa facilità limitando al massimo i pericoli per il proprio portiere. Peggio di cosi non si poteva giocare nella ripresa è stato il pensiero generale. E anche Ragno ha apportato qualche modifica alle posizioni dei suoi uomini invitandoli ad accelerare e a velocizzare il gioco. E infatti la ripresa, anche dopo l’espulsione di Guaita dopo sette minuti per una gomitata ad un avversario e punita con il rosso diretto, è stata un monologo dei rossoblù che hanno rotto gli indugi ed hanno costruito tante azioni offensive che hanno esaltato i riflessi del portiere Russo della Sarnese in almeno tre circostanza sui tiri di Coccia, Siclari e Di Senso. Ragno ha messo in campo forze fresche e ha ridisegnato la squadra disponendola a completa trazione offensiva per arrivare alla rete. Con dentro un altro attaccante, Di Senso e un centrocampista offensivo come Guadalupi. Sapendo di correre anche qualche rischio su eventuali ripartenze dei campani. Che ad otto minuti dal novantesimo hanno avuto una clamorosa occasione con Cacciottolo che, partito in netta posizione di fuorigioco non vista dall’assistente sotto la tribuna, si è presentato solo davanti a Breza mandando incredibilmente fuori. Una partita dai due volti ma alla fine vittoria meritata del Potenza anche se bisogna riconoscere l’ottima prestazione della Sarnese, ben disposta in campo ma che poco o niente ha creato in fase offensiva. Per il Potenza un’altra domenica di gloria che ha confermato la forza mentale, fisica e tecnica del gruppo di Ragno che, con tutte le difficoltà enunciate in precedenza, è riuscito a portare a casa i tre punti. In classifica tutto rimane immutato con otto lunghezze sulla Cavese che ha superato il Francavilla.
