Il Presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, ha aperto oggi ufficialmente in regione la campagna referendaria del 17 aprile prossimo, con una conferenza stampa aperta alle associazioni ambientalistiche, alle rappresentanze dei comuni e delle province di Basilicata. Lo ha fatto con sobrietà ed efficacia, cercando di sottolineare che se pure una battaglia è stata vinta,adesso è la guerra che non bisogna perdere, perchè c’è sempre il pericolo che dopo una mezza marcia indietro, il Governo, passata la paura di finire nel burrone, possa reinnestare la prima. Dalla sua Lacorazza ha l’indubbio successo dell’iniziativa referendaria assunta dal consiglio regionale di Basilicata e fatta condividere da altre nove regioni. Non fosse stato per questa scelta, i sei quesiti sarebbero stati tutti tumulati, mentre adesso uno si è salvato ( quello appunto delle trivelle in mare, e su altri due si aspetta con serenità l’ulteriore giudizio. Il vero problema è convincere le altre regioni a sensibilizzare i propri cittadini  perchè- ha detto con efficacia- il mare virtualmente è anche a Milano e a Torino e se si inquinano le coste ne va di mezzo la qualità della vita e il futuro economico del Paese.Alla conferenza non c’era la Giunta, ma Lacorazza è stato bravo a prevenire eventuali domande in questa direzione dicendo che la sua iniziativa ( di proporrre il refererndum, NDR) è scaturita dal’incontro che Emiliano e Pittella hanno tenuto a Policoro . Quasi a dire, non mi interessa chi si intesta il risultato, l’essenziale è arrivare a coglierlo in pieno. Indubbiamente il Consiglio regionale ( ed erano presenti in parecchi consiglieri) ha assunto una posizione nuova e per molti versi inedita nelle relazioni istituzionali, che in parte ha saldato ( e la presenza di tante associazioni ambientaliste lo dimostra), la diffidenza che in questi anni si era andata accumulando verso un’Assemblea incapace di ritagliarsi un ruolo alto. Oggi c’è da salvare uno sforzo di ricucitura del rapporto con i cittadini.Per questo è quanto mai indispensabile procedere insieme, senza distinzioni e senza primazie. Vedremo.