L’aggressione ai giornalisti di basilicata 24  è qualcosa che inquieta e indigna e che dimostra soprattutto che dietro le pale eoliche ci sono storie incoffessabili e interessi illeciti. Non solo, ma conferma quello che da tempo si dice  su una zona nella quale la criminalità organizzata si sta infiltrando con una velocità da lasciare stupefatti.  Questo episodio è gravissimo e non può passare come una emulazione di episodi di intolleranza verso la stampa. Fotografare un impianto regolarmente autorizzato non è qualcosa di privato ma è una questione pubblica , sia nel senso del controllo della comunità, sia nel senso della informazione alla comunità. E’ evidente che il rituale del “ mi dispiace”, oppure della solidarietà ai colleghi non basta: l’Ordine dei giornalisti deve fare passi importanti perché le cose si chiariscano e la magistratura deve dimostrare che quelle denunce fatte dal giornale, quei retroscena raccontati non sono la raccolta dei “si dice” ma qualcosa di più grosso, di più consistente e di più pericoloso. Da tempo c’è la percezione che dietro l’eolico si sono consumati episodi di vero e proprio accaparramento di risorse, senza rispetto per l’ambiente e senza nessun obbligo di trasparenza. E’ un sistema che va smantellato, a partire da una completa rotazione dei dirigenti che questi impianti autorizzano e che su questi impianti dovrebbero vigilare.  Non dimentichiamo che in buona parte del risultato elettorale c’è anche la percezione che la comunità sia stata espropriata del diritto di conoscere. Così come non va dimenticato che ci sono troppe persone in conflitto di interesse. Giornalisticamente non si può che complimentarsi con Finizio, Cavallo e FIdanza per la bella e documentata inchiesta. Ed è anche per questo che non si può non difendere il loro operato e le loro persone. Rocco Rosa