Dedichiamo questo numero 18 (diciotto) dei nostri Dialoghi ad un consuntivo di fine anno. Naturalmente, con una finestra aperta al 2022, alle aspettative e alle prospettive dell’anno che verrà. Intanto, la saluto, Onorevole Blasi. Come sta, ha trascorso un Natale sereno?

Sì, Dottor Pisani. Con i miei figli, le loro mogli, le due mamme, una ultraottantenne e la mia, novantenne. Con i nipoti. Insomma, la famiglia. E poi, scambiando auguri con gli amici e scrivendo qualche poesia.

Ho letto qualcosa sui Social. Le va di regalarne una ai nostri lettori, sarei felice Lei lo volesse fare.

Con grande piacere. Me ne viene in mente una dedicata ad un’idea del Natale. Poesia che è scaturita da una combinazione di fattori: l’acqua, il sale, la pietra, il mare, naturalmente il pane, che si fa corpo di Cristo, e poi gli abissi e la Resurrezione. Eccola:

 

Auguri di 25 Dicembre

Acqua e sale

mi ricordano il pane.

I colori delle pietre

cambiano di senso della storia

prendono la direzione del Presepe.

È questo scenario mutevole

che si fa preghiera, silenzio

buio.

La pietra dura

bacia la vita

fa nascere Cristo

non importa dove

ci basta la memoria del Natale

eccola

nel pane che spezziamo

nella profondità dell’orizzonte

che ricuce cielo ed abisso

umanità e Resurrezione.

 

 

Lei mi dà la stura per entrare nel cuore della nostra intervista. Il silenzio. Siamo ancora capaci di fare silenzio, di ricercarlo come momento di riflessione, di riconciliazione con noi stessi.

 Che bella domanda, davvero mi piace risponderLe con una considerazione di senso. Il silenzio è il grande assente della nostra società. La comunicazione verbale e virtuale ha ormai preso il sopravvento sulla dimensione dell’ascolto di sé stessi e degli altri, togliendo spazio ad altri tipi di linguaggio di cui l’essere umano è capace. Pensiamo al linguaggio dello sguardo, Dottor Pisani,  al linguaggio del tatto, al linguaggio dell’olfatto. L’uomo è un essere che diviene e si realizza in relazione all’altro, ove per “altro” si intende non solo l’altro uomo, ma anche l’ambiente che ci circonda. Questa relazione non è solo fatta di parole, ma si attua anche attraverso le dimensioni sensoriali che costituiscono la persona. Il silenzio acuisce le nostre sensibilità. Stando in silenzio non solo possiamo ascoltare con maggiore attenzione la parola dell’altro, e quindi “incontrarlo”, ma riusciamo a cogliere profondamente la realtà che ci circonda. Osservare in silenzio gli intensi colori di un fiore, le forme di una nuvola in cielo o il mare, che la mia poesia evoca, permette di percepirne la ricchezza di sfumature: il rosso speciale della corolla, l’oggetto evocato dalla forma della nuvola, l’odore salmastro rilasciato dalla schiuma bianca delle onde, la profondità degli abissi. Il silenzio favorisce l’osservazione, la percezione del mondo circostante, la sensibilità al suono e l’ascolto di sé stessi. Nel nostro mondo il rumore copre ogni silenzio e la parola  si sovrappone alla parola, quasi in un inseguimento nevrotico. Il mio desiderio di poesia si concilia con il bisogno di silenzio, di osservazione. Ha ragione Lei. E’ un moto di riconciliazione inverso alla frenesia.

Governo Draghi. Due obiettivi dati. La vaccinazione della popolazione nella lotta al Covid 19. La crescita economica e la messa in sicurezza del Pnrr per garantire tutto il trasferimento finanziario messo a disposizione dall’Unione Europea per la ripresa. Come siamo messi?

L’economia italiana, il Pil, il fatturato industriale, anche gli indici occupazionali stanno andando bene. Gli obiettivi temporali del Pnnr sono tutti stati raggiunti. Siamo allineati alle richieste della Commissione. Draghi ha restituito fiducia ai mercati e alle istituzioni. In una parola: credibilità internazionale all’Italia. Personalmente, come Lei sa, lo sanno anche le amiche e gli amici che seguono questa rubrica, non ne ho mai dubitato. Sulla pandemia, invece. Dobbiamo certo ringraziare il nostro generale Figliuolo. Però dobbiamo anche constatare almeno due cose. La prima è che più di cinque milioni di italiani adulti non si sono vaccinati. Neppure con una dose. E questo è un problema. Lo è sia dal punto di vista medico che da quello culturale e sociale. Vi è un mondo vasto che ha pensieri divergenti, contraddittori, persino irritanti. Ma che facciamo? Rispettiamo questa diversità o la integriamo magari in maniera coercitiva, introducendo l’obbligo vaccinale. Possiamo trasferire alla scienza una parte del nostro potere individuale, compresa la libertà di scelta sui fondamentali della nostra vita. Perché, guardi, Dottor Pisani, la salute personale è un fondamentale della nostra vita di uomini, prima che di cittadini. Le sto parlando del diritto naturale. Io non ho risposte preconfezionate. Però, allo stesso tempo, non condivido che un non vaccinato debba mettere a rischio la mia vita fisica e sociale. Neppure accetto di dover subire restrizioni ulteriori dopo aver fatto tre dosi di vaccino. Il dibattito è complesso. Spero di essermi spiegato. La seconda questione concerne il vaccino ai bambini. Molte famiglie ritengono di non dover sottoporre i loro figli a questo trattamento. Sono preoccupate. Posto che la medicina odierna si basa moltissimo sui dati e sulla casistica (l’insieme dei casi di una determinata malattia), bisognerà verificare nei prossimi mesi, dati alla mano, gli indici di trasmettibilità del virus, le ospedalizzazioni e la gravità dei sintomi. Ma questo gli scienziati già lo sanno. Lavoreranno sui numeri che si determineranno man mano.

Vorrei parlarLe ora della vicenda giudiziaria che ha riguardato il già Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Marcello Pittella, peraltro, ne approfitto per fare anche a Lui gli auguri di un buon 2022. E’ stato  assolto dal caso “Sanitopoli … dopo tanto fango, aggiungerei. Lei, Onorevole Blasi, è sempre stato un garantista e lo è soprattutto contro chi non si può difendere.  Ma questa vicenda giudiziaria tocca un tasto debole del sistema italiano: il mancato equilibrio tra i poteri dello Stato. Anzi in Italia la politica spesso si fa nelle aule di Tribunale.  Poi non amo gli slogan – mi conosce troppo bene –  da un altro punto di analisi, poi la Giustizia è che un fatto sociologico, culturale e sociale, non è sempre giusta e soprattutto non è uguale per tutti: può essere influenzata dai contesti storici e sociali e  troppo spesso conta anche il portafoglio, il “valore” della difesa che ci si può permettere.

Su Marcello e la sua vicenda giudiziaria e umana arrivo subito. Ma sulla seconda questione da Lei posta, Dottor Pisani, non sono del tutto d’accordo. Pensi al presidente Berlusconi e ai suoi autorevolissimi e costosissimi collegi di difesa. Non sempre sono bastati.  Per risponderle compiutamente parlerò di un recentissimo fatto di cronaca giudiziaria, per così dire esemplare, visto l’esito e il protagonista. L’ex assessore regionale piemontese Angelo Burzi si è suicidato la notte di Natale. Ha affidato le sue motivazioni ad una lettera. Una lettera che racconta anche cosa sia diventata la giustizia in Italia. Qualche giornale nazionale avrà coraggio e forza per pubblicarla? Fin ora di coraggio ne ho visto molto poco. Scarsissima informazione. Un silenzio abbastanza ipocrita. Sollecito chi vorrà ad andare a leggere questa storia drammatica. Nel frattempo Le confermo  una mia convinzione irrinunciabile. La giustizia, quella dei libri di scuola, quella della filosofia del diritto, non fa politica ma risponde alla verità. Ed è grazie alla verità che è equanime, severa, leale, indivisibile, incorruttibile, equidistante, onesta. Rappresenta il meglio di una società, della sua storia e della sua civiltà.  Che Dio aiuti gli empi e li converta sulla strada della verità.

Voleva dire qualcosa su Marcello Pittella, su questa storia così dolorosa.

In questi casi usiamo parole grevi, pesanti, come si fa per un lutto o per una malattia. Già questo dovrebbe far comprendere quanto perversa sia l’intrusione strumentale della magistratura nei fatti e fra gli uomini della politica. Manca rispetto, prudenza, tatto, gentilezza. Senso dell’onore. Solo una malintesa e sbilanciata percezione del proprio potere. Il tutto condito da una parte dell’informazione che si piega e si vende a queste folate giustizialiste. Marcello Pittella ora merita quel silenzio di cui le parlavo prima. Molti risalgono sul carro del vincitore, altri, che si erano nascosti, ribussano alla porta. Ipocriti e sepolcri imbiancati! A Marcello, alla sua famiglia, mando un fortissimo abbraccio ed anche un sorriso leggero come il vento lieve di una nuova giornata di sole a primavera.

Onorevole Blasi, se lo ricorda Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, con  la sua teoria del bilanciamento dei Poteri. Insomma, tra potere Giudiziario di cui abbiamo parlato, e poi quello Esecutivo che ormai dal caso “Coronavirus “ sembra aver creato una Repubblica fondata sul DPCM prima e poi centralizzata sulla funzione di Governo, che appare onnipotente o quasi, il Legislativo, il Parlamento, le Assemblee Regionali corrono il rischio di diventare un “Non Potere”. Che ne pensa.

La trovo in forma, Dottor. Pisani. Un’altra domanda attuale, dotta, composita. Montesquieu, superbo pensatore e innovatore. La sua opera maggiore: De l’esprit des lois, pubblicata a Ginevra nel 1748, venne attaccata da gesuiti e giansenisti e messa all’indice tre anni più tardi.  I gesuiti temevano che i papi, e più in generale i vertici del clero, perdessero  potere dentro un sistema fondato su più equilibri e ripartito  attraverso un vestito, sì teorico, ma sostanzialmente laico. I giansenisti facevano discendere tutto dalla grazia, l’uomo senza l’intervento divino non era, per loro, in grado, di assumere e governare  le decisioni più importanti. Montesquieu rovescia il tavolo, mette in luce i tre differenti poteri che regolano la vita civile: il potere legislativo (elaborare le norme), quello esecutivo (applicarle) e quello giudiziario (sanzionare i trasgressori). Riteneva che la condizione necessaria per salvaguardare la libertà dei cittadini dalla preponderanza e dalla pervasività dell’assolutismo fosse la separazione di questi tre poteri regolatori. Ora, veniamo a noi. La democrazia diffusa richiede una netta separazione dei poteri che devono interagire fra loro senza sovrapporsi.  Delle distorsioni del potere giudiziario, della sua sostanziale invasione di campo abbiamo già detto. C’è uno sbilanciamento netto. Ciò rende la Costituzione male applicata. Il potere legislativo  è alla mercé di quello giudiziario. Ma anche il potere esecutivo sembra ridimensionare il potere legislativo. L’uso eccessivo dei decreti e del voto di fiducia rendono il parlamento italiano più fragile. La sovranità popolare è indebolita in questo contesto. Anche perché spesso i presidenti del consiglio e i ministri non sono degli eletti. E’ una questione politica e istituzionale molto delicata. L’ultima Finanziaria, che sta completando l’iter parlamentare, è emblematica a questo proposito. Il legislatore non ha praticamente toccato palla.

L’anno che sta arrivando. Il 2022. Il futuro di Draghi e quello della legislatura. In mezzo l’elezione del nuovo Capo delle Stato.

Molto in sintesi. Le dirò quel che penso e immagino. Questo parlamento, malgrado non tocchi palla, è molto “resistente e partigiano”.  Non nel senso di “Bella ciao”, ma nel senso di “Bella, se vado a casa sono fritto”. I prossimi parlamentari saranno 400 in meno. Più del 70 per cento di quelli che ora siedono in Camera e Senato non torneranno a Roma. Dunque, un anno per loro conta moltissimo. E difficilmente vorranno che la legislatura termini anticipatamente. Ora, se Draghi, verrà eletto Presidente della Repubblica qualcuno (Cinque Stelle più del Pd) vorrà che la legislatura continui. Altri (Fratelli d’Italia più della Lega) vorrà che, invece, si interrompa. Sulla strada di Draghi verso il Colle ci sono alcune pietre d’inciampo. La prima è Silvio Berlusconi, che sta provando a balcanizzare il voto per arrivare, dalla quarta votazione in poi, a provare un colpo gobbo, chiamiamolo così. Se si va oltre non saprei dirLe … Servirebbe una bacchetta magica. Io spero che Draghi sia eletto subito e che poi, come recita la costituzione, verifichi se in parlamento c’è ancora una maggioranza per chiudere la legislatura nel 2023. Altrimenti, bisognerà dare la parola agli elettori. E questo, non è mai un male per la democrazia.

Ha visto il sondaggio di You Trend che promuove il presidente Bardi.

Quorum – You Trend è fra le più prestigiose ed autorevoli società di sondaggi. Gli sforzi di Bardi per realizzare un’ architettura progettuale sul futuro della Basilicata sono particolarmente meritevoli. Ora le forze sociali, quelle imprenditoriali, i mondi produttivi ed i sindaci stanno offrendo un contributo sul Piano Strategico Regionale. I tecnici faranno sintesi, poi toccherà al Consiglio Regionale. Lo sforzo più importante sarà allineare il PRS ai soldi veri del Pnnr  e a quelli dei Fondi Europei del settennio. Cioè dare concretezza alle idee. Poi le tre riforme irrinunciabili. Quella sanitaria, con il primato del territorio e dei luoghi di comunità, con la telemedicina, ma anche con una nuova relazione fra Ospedali, Centri di eccellenza e Facoltà di Medicina. In secondo luogo una riforma e sintesi degli Enti strumentali, mettendo al centro Acqua, Energia e Rifiuti. Terzo: sulle politiche industriali non sono convinto che la riforma delle Asi sia stata definitiva. Credo che la produzione industriale, la logistica e le infrastrutture, la interconnessione delle aree di confine regionale e le stesse Zes meritino una riflessione più approfondita. Ma avremo modo di parlarne nei prossimi nostri appuntamenti.

Onorevole Blasi, auguri di buon anno a Lei e ai nostri lettori

Ha ragione, mi stavo allungando troppo. Auguri affettuosi, Dott, Pisani. Brindiamo con i nostri lettori e festeggiamo le oltre 30.000 visualizzazioni complessive sui nostri Dialoghi. Ringrazio Rocco Rosa, Lei e Talenti Lucani per questa straordinaria opportunità e per l’idea di questa Rubrica. Così diversa dalla classica intervista, che alla fine aspetto con piacere  di ricevere la sua telefonata e il WhatsApp con le domande.  Augurissimi a tutti di un più sereno e proficuo 2022. Alla prossima telefonata, Dott. Pisani e mi saluti la nazione aviglianese