Che il nuovo Sindaco di Maratea voglia vederci chiaro sulla istituzione dell’area marina protetta è un suo preciso diritto, che, come tale non deve né allarmare i fautori della salvaguardia di questo angolo del Mondo abbastanza unico, né dare iniezioni di fiducia a quei convinti assertori dell’imprenditorialità turistica fatta di mani libere e di qualche chilo di cemento in più che non guasta mai. Lui, il Sindaco è arrivato da poco e non ha seguito tutti i passaggi che sinora hanno portato alla auspicata decisione del ministro Costa di stanziare mezzo milione di euro per far partire la costituzione ufficiale del Parco. Il primo atto è dato proprio da una delibera del Comune ,datata 2016, nel quale l’ex Sindaco Cipolla chiedeva alla Regione di ufficializzare presso il Governo la richiesta di costituzione dell’area marina protetta, con la individuazione delle zone a diversa intensità di protezione. Una richiesta che non aveva solo una valenza naturalistica ma che ha un marcato ritorno economico, perchè le zone marine protette sono quelle dove il turismo si dirige con maggiore decisione. Basta vedere i trend delle altre aree protette per capire che cosa una legge di tutela della costa marateota può produrre di positivo. Del resto tutti sanno che la particolarità di Maratea è che, così com’è, interrompe da anni la colata di cemento che proviene dalla costa calabra, quasi uno stop alla massificazione del turismo fatto di seconde case e di interi paesi che si sono formati lungo le spiagge ( vedi Tortora). La preservazione dell’habitat si è rivelata essenziale per il successo di Maratea e per il messaggio di unicità voluto da un imprenditore visionario quale il Conte Rivetti. Oggi che il percorso è avviato, si tratta di pretendere ,per il comune di Maratea, che la Regione si metta all’altezza della svolta ottenuta, con un progetto speciale che di fatto risolva i punti critici di quella zona, a cominciare dalla realizzazione di un nuovo depuratore che eviti lo scarico a mare delle acque di risulta della lavorazione. Su questo il presidente Bardi si era ufficialmente impegnato in occasione della rottura del depuratore e di quello spettacolo indecoroso che ha fatto parlare mezza Italia. La sistemazione delle condotte fognarie, la canalizzazione di quelle che impropriamente sversano nei fiumiciattoli , la spinta verso livelli alti della raccolta differenziata e tutti i servizi che concorrono a rendere la cittadina di mare del tirreno come meta di un turismo d’elite, sono il modo migliore per rilanciare l’immagine di quella località, insieme ad un  progetto di riqualificazione del centro storico e di agevolazione alla ristrutturazione delle troppe case abbandonate. Rocco Rosa