E, anche questa volta, il profumo delle pagine si è avvertito con grande intensità nel nuovo appuntamento dell’omonima rassegna letteraria promossa dal circolo culturale Gocce d’autore di Potenza, dalla libreria Ubik e dal poliedrico Paolo Patrone che ha organizzato l’evento nella splendida Dimora Giorni di Pignola. Ospite della serata è stato uno straordinario Pietrangelo Buttafuoco, il noto scrittore e giornalista tra i più affermati del panorama nazionale che, in una sala gremita, quella di una location di eccezione, ossia la cantina Dimora Giorni di Pignola, ha presentato la sua ultima perla letteraria ‘Sono cose che passano,” romanzo seducente e infuocato proprio come la Sicilia, la sua terra natia che è il luogo in cui il suo romanzo è ambientato. Non a caso la terra della Trinacria è stata il filo conduttore dell’evento tra storia, vicende, tradizioni, arte, popoli e letteratura perché vari sono i richiami ai grandi autori di questa meravigliosa terra, da Sciascia a Pirandello fino a Vitalino Brancati ma anche a Battiato e alla cinematografia di Pietro Germi. E’ stata una serata di grande spessore culturale grazie ad un eccezionale Pietrangelo Buttafuoco che ha sedotto i presenti con la capacità di spaziare in ogni branca del sapere, dalla mitologia, alla storia, alla letteratura e di contestualizzarne ogni singolo richiamo alla società odierna. Un plauso anche alla pregevole voce di Angela Covucci che ha curato gli intermezzi musicali e all’arte di Gaetano Ligrani i cui quadri hanno impreziosito di bellezza la già affascinante Dimora. D’altro canto “Sono Cose che passano” è, senza dubbio, un romanzo seducente in cui è presente una fabula narrativa semplice e ben individuabile, nella quale si racconta di una storia d’amore ambientata a Leonforte negli anni cinquanta tra il sedicente Rodolfo Polizzi nobile di basso rango e la bellissima principessa di Bauci, Ottavia che, per sposare l’affascinante barone, declassa da principessa a baronessa. Dunque, sembrerebbe un romanzo d’amore e certamente lo è inizialmente, ma nell’intreccio si configura come una commistione straordinaria di varie tipologie di romanzo perché se pur parte come romanzo rosa, poi diventa un giallo fino a tingersi di nero quindi a diventare un noir. Inoltre, se la fabula potrebbe riassumersi in poche righe, la trama si sviluppa in un intreccio di ben trecento quarantanove pagine, dove la vicenda diventa sempre più avvincente, allestita con uno straordinario gusto per la rappresentazione realistica al punto che nella lettura sembra di assistere a scene che si susseguono come in una rappresentazione teatrale. Come è stato puntualizzato da una bravissima Eva Bonitatibus, promotrice e co-conduttrice della serata “Ci sono cose che passano e cose che restano ma quelle vissute sabato 15 aprile nella bellissima cornice di Dimora Giorni di Pignola resteranno per sempre, indelebili, nella memoria di chi ha partecipato.” E, non a caso, visto che Pietrangelo Buttafuoco è stato un autentico affabulatore capace di rispondere a qualsiasi sollecitazione e di catalizzare interamente l’attenzione dei numerosi presenti. Un vero tripudio di sollecitazioni da parte di chi come Buttafuoco,conosce perfettamente l’uso della lingua ed è capace di attribuire ad ogni singola parola la giusta importanza e il giusto valore. E poiché senza le parole non ci sarebbe cultura è fuor di dubbio che le stesse vanno salvaguardate perché solo così si salvaguardia il pensiero critico, la libertà e la verità. Da qui lo scossone finale, il monito rIvolto al numeroso pubblico:
“Salviamo la libreria!”
“Salviamo il teatro!”
“Salviamo il cinema!”
Un plauso a Pietrangelo Buttafuoco perché l’arte della parola è capace non solo di propagare e diffondere bellezza ma anche conoscenza e libertà.