Non vanno lasciate cadere le considerazioni che il presidente della Federazione regionale dei medici di famiglia, il dr.Antonio Santangelo, ha espresso in ordine ai servizi che le farmacia potrebbero offrire per venire incontro ai disagi degli utenti. Non vanno banalizzate queste che migliorano comunque l’accesso a determinati servizi ma neanche vanno pubblicizzate come risolutive, sia perchè non sono tutte gratuite sia perchè non colgono il cuore del problema che da noi si sta presentando. Che è dato dal fatto che la prima linea della sanità, quella dei medici di famiglia, è sottovalutata per le potenzialità che offre , se solo ci fosse un sistema che riesca ad organizzare meglio le risorse , a coordinarle, a metterle in rete, a sostenerli con strumenti e finanziamenti per il miglioramento delle risposte tecnologiche. Questa posizione dei medici di famiglia è oggi supportata a una realtà che è profondamente cambiata rispetto al passato e che non consente di mettere in moto subito la batteria di risposte professionali e tecnologiche cui ogni paziente avrebbe diritto, sia che abbia la possibilità di pagare questi servizi che non l’abbia. Ogni fase di accertamento che il medico di famiglia avvia deve scontrarsi con le liste di attesa specialistiche, con gli esami diagnostici mai rapidi, con una serie di ostacoli creati , non sappiamo se ad arte, per dividere l’utenza in due categorie, tra chi può saltare tutta questa attesa, fatta di risposte diagnostiche , ecografie, tac, esami cardiologici, esami diabetologici,rivolgendosi alla sanità privata e chi invece, non potendolo fare, deve sedersi in panchina aspettando che arrivi la grazia di una chiamata. Questo è il primo fronte sul quale una volontà riformatrice, se c’è, della politica, dovrebbe metersi alla prova: chiamare le organizzazione dei medici, quelli della continuità, quelli della pediatria di base,  e vedere insieme quale tipo di organizzazione pubblica si può mettere insieme affinchè tutta questa parte di pediagnosi e di diagnosi sia svolta in maniera efficiente e soprattutto in maniera uguale per tutti. La decisione del Ministero della Sanità di finanziare apparecchiature anche ai medici di famiglia, più che essere un punto di arrivo deve essere uno stimolo di partenza a preparare, discutere e portare all’esame degli organi istituzionali una proposta efficace di organizzazione della prima linea del fronte salute.ROCCO ROSA