Iniziano oggi i tanto attesi laori di messa in sicurezza ed ammodernamento della Potenza Melfi, una arteria vitale per gran parte del territorio regionale. 38 milioni la spesa dell’Anas , relativi ad interventi in vari tratti dell’arteria, sia per la realizzazione di una terza corsia atta a smaltire il traffico, consentendo, come già avviene sulla Tito Brienza che nei tratti in salita, i mezzi lenti possano far defluire le automobili , sia mettendo in sicurezza parti risultate pericolose per la circolazione. Va da sé che con il traffico indotto dalla FCA di Melfi, di persone e merci in entrata ed uscita, questo intervento non può considerarsi esaustivo, perché su questa arteria bisogna investire e molto . Essa si pone , allungata com’è fino alla Salerno-Reggio attraverso la Tito- Satriano-Polla come la vera trasversale in grado di connettere il versante Tirrenico con quello adriatico. E questo, insieme al rifacimento della Matera- e al ripristino della Basentana , come il vero triangolo stradale di sviluppo.Una discussione pubblica su questa scelta andrebbe fatta , giacchè non è facendo un po’ dovunque che si creano le condizioni per lo sviluppo ma facendo scelte di priorità ed investendo su quello che più è capace di creare redditività. Insomma è veramente una buona notizia. Si tratta di vigilare sul rispetto dei tempi e di lavorare su come preparare i nuovi interventi: perché un fatto è certo: solo dando a quella strada caratteristiche autostradali noi avremo messo in piedi il pilastro dello sviluppo di tutto il potentino.
Ovviamento, di questi lavori, non vanno trascurate le finalità che riguardano la sicurezza della circolazione: la Melfi Potenza è finora stata un’arteria di morte , pericolosissima in più punti e assolutamente ingannevole nei tratti pianeggianti. I nuovi lavori si debbono anche, purtroppo, a questo contributo di vite spezzate.