Giovanni Benedetto

É noto a tutti che la  Basilicata é innervata nel pieno dell’appennino meridionale e per questo orograficamente è a prevalenza territorio montuoso con un indice demografico per km quadro molto basso.

Un territorio montuoso e con ampie zone soggette a dissesti idrogeologici ,  frane e smottamenti,  molto vulnerabile, sopratutto d’inverno sotto la pressione della neve, delle piogge, del gelo .

 Ill funzionamento di tutte le infrastrutture pubbliche che insistono sul territorio debbono fare i conti con questa realtà difficile , sia nella costruzione che nella manutenzione.

Stazione Potenza inferiore

La rete ferroviaria, la rete stradale e autostradale, la rete elettrica, del gas, dell’acquedotto, la rete telefonica, dati e televisiva rappresentano l’hardware dei  maggiori servizi pubblici regionale.

I molti disservizi che hanno colpito la popolazione delle zone soggette alle nevicate dei giorni addietro sono la cartina di tornasole della loro inefficienza.

Per mantenere efficienti i servizi che si sviluppano in maniera capillare sul territorio bisogna programmare, progettare, investire ed esercire quotidianamente le reti.

Come in tutte le attività, anche il settore della manutenzione e dell’esercizio di una rete, si avvale continuamente di nuovi mezzi e strumenti tecnologici che agevolano il compito di tutto il personale addetto .

Da quando lo Stato ha delegato ad altri soggetti la fornitura e la gestione di alcuni servizi essenziali, e nonostante l’ausilio di tecnologie sempre più all’avanguardia,  abbiamo assistito ad una evidente involuzione della qualità degli stessi interventi, perchè al centro dell’impresa non c’è stato più il rispetto dell’utente ma del fatturato.

Traliccio di Terna di Monte Carmine

In Basilicata in questi giorni non é  mancato niente: viadotti o tratti di strada fatiscenti, rete idrica che presenta tratti molto vulnerabili, la rete elettrica che sotto il peso della neve o del vento o per la caduta di alberi o tralicci é risultata fragile e ha spento la luce alle case di migliaia di famiglie.

Si é fermata per più di dieci ore la tratta ferroviaria Foggia- Potenza, lasciando a piedi centinaia di viaggiatori sempre per i soliti tronchi d’alberi che si abbattono sui binari. Nella stazione di Potenza c’è un presidio permanente in emergenza per liberare i marciapiedi dal ghiaccio ma non sono previsti controllo preventivi o di pronto intervento lungo le tratte ferriovarie più vulnerabili. . Per liberare la linea dai tronchi d’alberi, all’altezza della stazione di Avigliano, é partita una squadra da Potenza dopo molte ore dall’accaduto. Eppure i reparti operativi delle ferrovie dispingono dei cosiddetti carrelli adatti per ispezionare anche i tratti ferroviari a rischio per prevenire o anticipare gli interventi in emergenza. A complicare il disagio dei viaggiatori é stata una completa assenza di assistenza informativa alla clientela, abbandonata nelle sale di attesa al buio incapaci di decidere, nell’era dei telefonini le aziende non possono abbandonare al proprio destino, cosi, la propria clientela.

Più fortunati i potentini sul fronte della mobilità interna che non hanno avvertito molti disagi alla viabilità urbana trovando già di mattina presto tutte le strade transitabili.

Peccato che la ditta che gestisce i parcheggi dell’ospedale San Carlo anziché utilizzare i mezzi per spalare la neve in un piazzale pianeggiante e libero da ostacoli, abbia deciso di chiudere le sbarre in attesa che arrivi il sole!

Privando cosi, per giorni, i ricoverati del San Carlo dell’affetto dei propri parenti.

Sono questi una serie di disservizi registrati dai residenti di Potenza e zone limitrofe.

Di questo passo non necessitano competenze specifiche per immaginare che ogni qualvolta le intemperanze atmosferiche continueranno ad abbattersi sulla nostra regione, i disservizi non potranno che aumentare.

Sembra che ci siano carenze strutturali, mancanza d’investimenti che sulla scusante della politica di contenimento delle spese, della riduzione del personale e della esternalizzazione dei servizi,  fa pensare ad una strategia che miri ad avere i budget in ordine e lo standard dei servizi oscillante. E’ come un capo famiglia che per fare quadrare i conti  non taglia sulle vacanze o su altri beni voluttuari ma taglia sul riscaldamento senza preoccuparsi della salute dei figli.

Il problema é nelle mani della politica e di chi gestisce le aziende concessionarie  in Basilicata; il costo dei servizi pubblici deve essere valutato non solo per la loro realizzazione ma per una manutenzione pluriennale efficiente e costante. Quest’anno è andato in scena un brutto film, fatto di nessuna programamzione, nessuna prevenzione e una affannosa corsa a rimediare.  Giovanni Benedetto