Anche il piccolo è bello

Giovanni Benedetto

Caro direttore,

in mancanza di una informazione seria ed oggettiva sulla qualità dei nostri ospedali , dobbiamo fidarci delle esperienze di chi vi si cura, non volendo o non potendo andare fuori per cose che sono facilmente assicurate su tutto il territorio. E spesso questi giudizi mettono in crisi certi luoghi comuni sul fatto che le cose non funzionano , che bisogna andare fuori e via dicendo. Una cattiva informazione che spesso viene anche dai medici ,molti dei quali, per motivi di relazioni o di studio in università del Nord o del Centro, incentivano di fatto l’emigrazione sanitaria, anche quando di questa non ci sarebbe bisogno.,

E, come dicevo, poiché non esiste una classifica o un certificato di qualità ed efficacia delle prestazioni di ciascun ospedale, la scelta dell’utente si affida sul sentito dire o passaparola.
Per un problema personale è capitato anche a me scegliere, consigliato da amici, di  operarmi presso il reparto  oculistico dell’ospedale di Venosa, scoprendo peraltro, che è un centro di riferimento anche per molti pazienti della vicina Puglia.
Non sarei mai capitato se non mi fossi affidato al  “passa parola” di un mio amico che era già stato sottoposto ad un delicato intervento di chirurgia refrattiva ad entrambi gli occhi presso il centro della città di Orazio. Una struttura che funziona in una rete dipartimentale interaziendale, diretta dal prof.Lacerenza, ma che ha il privilegio di esprimere molte altre professionalità, tra cui mi piace citare il dott. Michele Cervellino.

Egli ha utilizzato la tecnica della facoemulsificazione  attraverso la quale il cristallino opaco viene rimosso per frammentazione ad ultrasuoni. Il cristallino è naturalmente contenuto in una capsula: dopo averlo frammentato, il chirurgo lo aspira, così da preparare lo spazio alla lente intraoculare.
Lente che oltre a sostituire il cristallino opacizzato mi ha pure risolto il difetto visivo di una miopia preesistente.

A differenza di qualche decennio fa, oramai con l’ausilio del laser a infrarossi e delle nuove metodiche, un intervento di cataratta è diventato meno invasivo, più sicuro, preciso e assicura, in pochi giorni, le attività ordinarie ed nel giro di un mese la completa ripresa della funzionalità dell’occhio.

La nota dolente è che l’equipe chirurgica dall’oculistica di Venosa, a  causa dell’utilizzazione dell’ospedale locale per la cura del covid, è costretta ad usare la sala operatoria dell’ospedale di Melfi, con una evidente disagio sia dei medici costretti a viaggiare sia dei pazienti , soprattutto quelli di provenienza pugliese.
Approfitto della lettera per invitare i responsabili a risolvere questo problema e a riconferire a Venosa il ruolo di centro di eccellenza che si è meritato.