PATRIZIA DEL PUENTE*

Dall’8 al 10 maggio scorso si è tenuta l’VIII edizione del convegno internazionale “Dialetti: per parlare e parlarne” organizzato dal Centro Internazionale di Dialettologia (CID). L’evento ha avuto, eccezion fatta per il periodo del COVID, una cadenza biennale ed è ormai diventato un punto di riferimento imprescindibile per la comunità scientifica di tutto il mondo. Al centro della discussione i dialetti italiani con uno spazio dedicato, da sempre, ai dialetti lucani. Anche quest’edizione ha registrato un’alta partecipazione, tanti i nomi autorevoli a livello internazionale tra i quali si ricordano Martin Maiden dell’Università di Oxford, Giovanni Ruffino dell’Università di Palermo, Franck Florecic della Sorbonne di Parigi e Christina Tortora dell’Università di New York. Da sottolineare la presenza di tanti giovani ricercatori ai quali è stata data l’occasione di confrontarsi con i presenti o attraverso comunicazioni o poster. ll convegno di dialettologia organizzato dal CID è, ormai, l’unico in Italia, come unico è il lavoro svolto dal CID su e per il territorio lucano. Il convegno è stato, oltre che un momento di confronto scientifico, anche l’opportunità per far conoscere la Basilicata e le sue bellezze. Il lavoro del CID ha due anime, una scientifica e una divulgativa e il convegno di quest’anno, più che mai, ha messo in evidenza entrambe. Infatti, oltre all’importante confronto scientifico, si è anche tenuto, durante la seconda giornata di lavori, un momento dedicato alla presentazione delle prime due grammatiche di dialetti lucani: la Grammatica aviglianese e la Grammatica tursitana. La partecipazione all’evento è stata veramente alta e molto partecipata indice di un interesse e un’affezione grandi dei lucani e delle lucane nei onfronti delle loro lingue. A sottolineare la forza e la bellezza delle due lingue locali celebrate, anche la lettura di poesie scritte nei due dialetti. Ci si augura che il lavoro del CID possa continuare per portare avanti il progetto ambizioso di regalare ad ogni comune della asilicata la grammatica del suo dialetto. In cantiere, intanto, ci sono già quelle di Potenza, Matera, Moliterno e Roccanova. Il CID vorrebbe continuare il suo lavoro per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale lucano per coinvolgere sempre più la Basilicata in processi di internazionalizzazione  continuare ad offrire un servizio di seria divulgazione al territorio, obiettivi riconosciuti come strategici tanto dalla politica regionale quanto dall’Unibas. In questi 18 anni di lavoro, tante sono state le convenzioni stipulate tra le due istituzioni a favore del CID iniziate nel 2007. Purtroppo, come periodicamente accade, il Centro Internazionale di Dialettologia si trova nuovamente vicinissimo alla scadenza dell’ultimo fondo erogato, pertanto resta in attesa della decisione politica riguardo alla sua sopravvivenza. Ci si augurava che questo stillicidio potesse finire attraverso la creazione di una fondazione regionale, ma pare che per ora questo non rientri nei piani della politica. A questo punto, non resta che sperare almeno nell’erogazione di un finanziamento, come quello precedente, triennale che consenta al CID di continuare il proprio importante lavoro pienamente riconosciuto dall’Ente principale culturale che è l’Unibas attraverso il suo ruolo di affidataria dei fondi come è sempre stato. D’altro canto, ricordiamo che come si legge nel suo statuto costitutivo, il CID è stato fondato su incarico della Regione Basilicata dalla stessa Università. Quale sarà questa volta la sorte del CID lo sapremo dopo il consiglio regionale del 27 maggio e si spera che non si faccia perdere a questa regione un importante presidio culturale iconosciuto dalla comunità scientifica e da tutti i lucani e le lucane.  

*Centro Internazionale di Dialettologia