Il comunicato della Uil regionale sulla sanità è un documento importante perché fa capire a tutti in che stato  è ridotto il sindacalismo oggi. Basterebbe prendere solo l’inizio , “ i sindacati cgil cisl e uil hanno scritto di recente pagine belle sulla sanità lucana” per chiudere qui il commento di un sindacalismo che ormai rincorre la politica, vestendo gli stessi vestiti e ripetendo le stesse parole. Belle pagine? E quali? Quella di dire tutto e il contrario di tutto, di difendere non il posto di lavoro ma il posto dove si lavora, di non dire una parola sull’emigrazione sanitaria, di girarsi dall’altra parte rispetto alla sola scelta che avrebbe fatto fare un passo avanti alla razionalizzazione del sistema e cioè una sola ASL e un solo ente ospedaliero? Addirittura  la Uil avverte che non bisogna fare come si è fatto cinque o sei anni fa, portando le Asl da 5 a 2 ma “proprio il contrario del paventato e superato stravolgimento del numero e della natura delle aziende”. Dimenticando che è grazie a quel superamento che il sistema è riuscito a vivere in questi anni, pur in presenza di un peggioramento dei servizi , sopratutto ospedalieri, che hanno riportato il deficit dell’emigrazione sanitaria ai massimi livelli del decennio. Il fatto è che  nell’attuazione pratica di quella riforma proprio i sindacati hanno fatto un passo indietro, difendendo nel silenzio generale, le posizioni acquisite e facendo sì che tutti i direttori di settore di tutti i servizi ( igiene, medicina di base, sicurezza e prevenzione, veterinaria e quant’altro ) rimanessero sul territorio, con il carico di lavoro azzerato e lo stipendio intonso: due sole Asl e cinque per cinque capi dipartimento. E quando si è parlato di Pisticci o di Villa d’Agri, con l’idea, affatto peregrina, di potenziare i servizi polispecialistici e di assegnare una funzione a ciascuno, si sono girati di spalle, lavandosene le mani come Ponzio Pilato.La verità è quella che da tempi ci diciamo a bassa voce: che una volta c’era il collateralismo, con i suoi difetti ma con un solo pregio,: i sindacati facevano i sindacati e la politica la politica. Adesso il solo obiettivo dei massimi esponenti sindacali è come arrivare a fare il salto nelle Istituzioni elettive. E questi comunicati  barzelletta dove si afferma “ Di queste cose ragiona il sindacato come soggetto sociale, tra i pochi attori che ‘battono la piazza ed i territori’, guardando al sistema sanitario con ‘responsabilità critica’, e ancora “le scelte e le riforme devono essere motivate, graduali e soprattutto partecipate. ……..Se non è così sono riforme ’bugiarde’”sono ad un tempo un mascheramento di un sindacato uscito dalla sfera decisionale e l’invito a non essere lasciati fuori, già a partire da questo autunno. Ecco, questa è la questione: battono così bene la piazza che sono rimasti… spiazzati.r.r.