Non è la prima volta che si ricorre a pseudo notizie di fonte giudiziaria per alzare confusione o per lanciare avvertimenti, e quello che avviene in questi giorni è la conferma che certi metodi non sono morti. Passi per le persone comuni che magari hanno preso i social per una discarica, ma quando è un giornale la questione si fa più seria perché c’è un codice deontologico dei giornalisti che va rispettato e che impone l’obbligo della correttezza, dell’esattezza e della pertinenza della notizia. Agire sull’accostamento fotografico di persona ad una notizia di reato è una operazione scorretta perché allusiva e ingannevole. Così come estrapolare pezzi di comunicazione senza visualizzare il contesto è analogamente disdicevole sul piano deontologico. Che poi l’Ordine dei giornalisti si stia zitto e fermo in certe circostanze è anche questo qualcosa di biasimevole. Detto questo su alcuni comportamenti che agiscono da benzina in una situazione di grande incertezza politica , va altresì sottolineato la gravità sul piano informativo di un montaggio video e su un copia incolla sulla Basilicata terra di mezzo e di altri cartelli che parlano di cooperative e di imprenditori che si sono messi insieme per accaparrarsi i fondi europei non può passare come la protesta di un escluso, né come l’esagerazione di una polemica politica. E’ una denuncia che allarma perché ha superato il livello della dialettica e si pone come qualcosa di oscuro ed indefinibile: o è un passo avanti nella violenza verbale sui social, un uniformarsi alla linea di diffamazione che da qualche parte si sta portando avanti, oppure è il tentativo di allertare, con forme eclatanti , i poteri di vigilanza su un quadro che si sta paurosamente inclinando dal lato della cattiva gestione della cosa pubblica. Qualunque sia la versione corretta non si può ignorare quello che sta accadendo , non foss’altro perché si offrirebbe ad una alternativa politica che è dietro l’angolo, l’occasione per conquistare la piazza in nome di una moralizzazione della cosa pubblica, il grande e solo argomento capace di orientare la mano dei cittadini nelle urne. Se a Roma ,la stampa e i partiti si sono scatenati, e giustamente, su una polizza fideiussoria fatta alla prima cittadina , la domanda che ne segue è che il diritto di conoscere riguarda tutti a tutte le latitudini. Quindi il problema non sono le domande che si pongono o le accuse che si fanno, ma il dovere di replicare, rispondere, rendere chiari e trasparenti i fatti, in maniera tale che il giudizio dei cittadini possa ridiventare obiettivo e non ascoltare solo una campana.
In Basilicata abbiamo vissuto stagioni nelle quali l’omertà ha regnato sovrana, semplicemente perché il potere era così forte da organizzarsi come una testuggine delle armate romane: nessuna freccia o lancia poteva infilarsi , e quelle che riuscivano a penetrarvi rimanevano spezzate. Poi è stato dimostrato che anche i romani vengono infilzati e ci sono stati naufragi e vittime sulla rotta del petrolio. Ora , per me, la situazione è profondamente diversa e chi non se ne rende conto vuol dire che ha perso il contatto con la realtà. E’ diversa: primo, perchè perché la narrazione ex post ha svelato comportamenti e azioni che ritenevamo semplicemente impossibili , facendo di guisa maturare una diversa e più precisa percezione del potere da parte dei cittadini ; secondo, perché il sistema di tutela si è frantumato , disarticolato ed è come una casa vecchia che fa entrare rèfoli da molte finestre.
Per queste ragioni, una politica accorta dovrebbe cogliere i segnali di un vento che sta montando e irrobustire la casa con tanto di vetri termici, in modo che sia trasparente e sicura. Se si vuol guardare lontano e non fare come quelli che hanno operato all’insegna del “ dopo di me, il diluvio”. Siamo in un momento delicato per lo sviluppo di questa regione e alle buoni azioni messe in campo sul terreno dell’incentivazione e delle politiche dobbiamo aggiungere il vero collante capace di fare massa critica: la vera competitività delle imprese, la meritocrazia come valore , l’imparzialità come messaggio. E’ questa la verifica di cui c’è bisogno. Si abbia il coraggio dell’iniziativa. ROCCO ROSA