Adesso la parola magica è sì al petrolio tutelando salute e ambiente. Una specie di “apriti sesamo”per i pozzi esistenti e , purtroppo,per quelli da aprire. Non c’è membro della nuova maggioranza che non reciti questo slogan, pensando che sia una cosa nuova e non una frase che è vecchia di trent’anni. Tutti ,prima di loro, hanno detto la stessa cosa. E sappiamo com’è finita. E allora, chi vuole veramente difendere la vita umana, e preservare il territorio, deve smetterla di fermarsi al titolo e fare il suo bravo compitino personale, spiegando come e in che modo le trivellazioni e l’estrazione possono convivere in maniera equilibrata. Diciamo pure che la posizione di chi sostiene “no al petrolio, senza se e senza ma” sia una posizione non sostenibile per via del fatto che a) non si possono bloccare attività che sono costate milioni e milioni di euro e che debbono dare il loro risultato economico e b) siamo ridotti talmente male che perfino i fumi che arrivano dalla val d’agri sono ossigeno per le nostre casse regionali. Però dalla presa d’atto dell’esistente all’accettazione di nuove trivelle c’è un salto che solo alcuni avventurieri vogliono fare e che il popolo lucano non è affatto disposto a fare. E dunque la prima domanda che occorre fare correttamente è la seguente: chi pensa a nuovi pozzi? chi si schiera per nuove estrazioni?, chi è disposto a mandare avanti le autorizzazioni di masseria Larocca ( a Potenza) o di quelle di Pierfaone o di sasso castalda o di muro Lucano? Chi è disposto a questo risponda presente e faccia un passo avanti. La seconda domanda, fermo restando che il nuovo memorandum riguardi solo l’attività estrattiva già autorizzata, entra nello specifico di come mettere in equilibrio il diritto dello Stato a sfruttare una fonte energetica con il diritto dei cittadini alla salute , cose in astratto possibili,ma che qui si sono tradotti in azioni contrarie a questo secondo diritto: un disastro ambientale accertato , il pericolo di inquinamento della principale fonte di approvvigionamento idrico del metapontino e della puglia, un comportamento elusivo e irresponsabile di chi, pure in presenza di pericoli, si è voltato dall’altra parte, fatta eccezione per alcuni eroi che la vita ce l’hanno rimessa per obbedire alla propria coscienza. E dunque , di fronte ad una accusa così pesante, venuta dalla Procura potentina, possiamo giocare solo a nasconderci dietro le parole ( salute e ambiente) che finora sono state declinate al peggio? Oppure dobbiamo organizzare il confronto con un rafforzamento scientifico della posizione regionale in maniera che queste parole vengano scandagliate, declinate nel dettaglio e sostenute da strumenti che possano mettere questi due diritti sullo stesso piano? Rocco Rosa
LE PAROLE INGANNATRICI DELLA DESTRA PETROLIFERA
