E’ un segnale anche il posto in cui ti vai a sedere in sala. Pittella è arrivato inaspettato all’assemblea programmatica del pd e si è andato a sedere in fondo alla sala, l’ultimo posto in assoluto, sicuro che alle spalle non ci fosse nessuno, se non il muro. Ha stretto le mani a chi lo salutava e ha fatto finta di sorbirsi parte della discussione ,ma con la testa che evidentemente era altrove. Se era in disparte rispetto al palco, non è stato però estraneo al merito delle decisioni. L’idea di far ripartire le primarie di coalizione è ancora una volta un tentativo di aggirare il nò che da sinistra arriva alla sua ricandidatura. Ma questa idea non piace neanche a Lacorazza e Santarsiero che temono accordi sottobanco che li vedano perdenti. E non piace neanche a chi sta più in alto e che, pur tenendo un cervello di prim’ordine in quanto a strategia politiche, ha un bacino di voti non proprio esaltante. Con queste premesse, la strada delle primarie , gira e rigira, porta allo stesso punto: e cioè che si allontana l’idea di andare tutti assieme e che si passerà probabilmente per una forzatura della situazione. Forzatura che, a quanto pare il Governatore uscente non scarta a priori, visto che per lui è prioritario capire se il consenso di cui è convinto di godere è ancora tutto dalla sua parte. Purtroppo l’esperienza che ha fatto dovrebbe dargli un insegnamento contrario, e che cioè certe partite si preparano con molto anticipo e che non si prende il mare quando il vento non c’è. Di sicuro c’e’ oggi un atteggiamento della sinistra diverso che nei mesi scorsi; c’è la consapevolezza che andando da soli con un raggruppamento alternativo a quello del Pd combinano un disastro e che ,cosi’ facendo, da viale verrastro si dovranno allontanare in maniera definitiva. Il governatore uscente potrebbe fare di questo dato uno sgabello sul quale poter parlare a tutti in maniera chiara e ponendo le sue condizioni per vincere. Viceversa, avremo fatto le primarie, ma , come nel gioco dell’oca, si scopre che bisogna tornare al punto di partenza. una di queste condizioni potrebbe essere la scelta di una candidatura di centro, autorevole e capace di dare un nuovo orientamento all’elettorato moderato che si e’ fatto abbagliare da Salvini ma che al cospetto di chi lo rappresenta in basilicata, montando e smontando la coalizione come un mobile dell’ikea ha cominciato a storcere il naso e comincia a chiedersi se non si stava meglio quando si stava peggio. rocco rosa