Nonostante il tentativo di distruggerle , le Province danno ancora segnali vitali. Non vogliono tornare indietro rispetto alle modifiche costituzionali fatte, ma vogliono spazi operativi certi e contorni di relazioni istituzionali meglio definite. E’ questo il messaggio portato all’attenzione del capo del Governo dai rappresentanti dell’Upi, che , per di più, non si sono presnetati a mani vuote ma con un corposo dossier di progetti da finanziare. Un Piano delle Piccole opere che consentirebbe tra il 2020 e il 2021 l’apertura di più di 3.200 cantieri per un fabbisogno di quasi 4 miliardi, per restituire ai cittadini un patrimonio pubblico sicuro, moderno, efficiente, e assicurare alle imprese locali nuove possibilità di rilancio. Un documento frutto del monitoraggio effettuato dall’Upi tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020, per censire il fabbisogno di interventi ed investimenti che le Province hanno pronti e che, se finanziati, si potrebbero tradurre in cantieri nel giro di pochi mesi. Quasi 1.500 progetti per mettere in sicurezza il 121mila chilometri di strade provinciali e gli oltre 30mila ponti e viadotti che vi insistono un fabbisogno di 1 miliardo 885 milioni, e più di 1.700 progetti per le scuole secondarie superiori, per un fabbisogno di più di 2 miliardi, per rifare i solai, adeguare le scuole alle norme antisismiche, introdurre sistemi di efficientamento energetico. ”Non si tratta di tornare alle vecchie Province- ha detto il presidente dell’Upi Michele de Pascale che ha guidato la delegazione – ma di chiarire i contorni di una nuova istituzione che ha tra gli obiettivi quello di contribuire nella sua azione allo sviluppo e alla promozione dei territori e delle comunità”. “Per questo – ha aggiunto de Pascale – bisogna intervenire con urgenza a correggere e modificare la Legge 56/14, rafforzando le funzioni questo ente e cancellando, di conseguenza, gli enti, le agenzie, gli organismi regionali: una operazione di semplificazione che porterebbe risparmi migliorando la qualità e l’efficienza dei servizi ai cittadini”. Temi questi che l’Upi chiede siano affrontati con urgenza, anche in vista della definizione della prossima legge di bilancio, attraverso un tavolo tecnico-politico sulle Province nel quale trovare le misure necessarie da inserire per risolvere tutte le criticità ed aprire ad una stagione di ripresa e rilancio egli investimenti sui territori.
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