La definizione di un piano nazionale per il potenziamento dei servizi per il lavoro e il rafforzamento dei centri per l”impegno sul quale arrivare a “un”intesa forte” tra governo e Regioni; la definizione del ruolo dei navigator che dovrannofornire supporto e assistenza tecnica, una riduzione dei navigator da 6mila a 3mila unità e stipula di convenzioni bilaterali tra governo e singole Regioni per dare attuazione al piano. Su questi punti ruota la proposta, messa a punto all”unanimità dalla Conferenza delle Regioni e inviata al ministro del Lavoro Luigi di Maio con il quale i governatori hanno avuto un confronto nel pomeriggio. Il testo condiviso dalle Regioni punta a “un piano, su cui le Regioni dovranno dare un”intesa forte, da condividere con il governo sull”ingresso dei navigator, il ruolo dei navigator come supporto all”assistenza tecnica dei centri per l”impiego delle Regioni”, ha spiegato Toti sottolineando che inoltre, attraverso la riduzione del numero dei navigator da 6mila a 3mila, si libereranno “ulteriori risorse da usare nelle politiche attive del lavoro”.
“L”esigenza è di procedere alla prima fase definitiva in tempi stretti e poi alla stipula di convenzioni dirette tra il ministero e le singole Regioni – ha spiegato il governatore della Liguria Toti riguardo all”inserimento dei navigator – che tengano conto della prerogativa regionale di specificità di ciascuno”.
“Ora aspettiamo che il governo si pronunci sul testo facendo riferimento alla proposta unanime delle Regioni – ma credo che siamo sulla stessa lunghezza d”onda”. Lo stesso vicepresidente della Campania Fulvio Bonavitacola ha sottolineato che “si è rimarcata la necessità di sostituire a questa figura indefinita dei navigator un servizio di assistenza tecnica che sarà regolato con un piano nazionale sul quale si chiede vi sia una intesa forte tra governo e Regioni”. Secondo Bonavitacola la figura dei navigator era finora troppo “equivoca e indistinta”.