I furti nelle campagne non sono un fenomeno solo potentino. Quando eravamo isola felice, tenevamo le case aperte mentre altri, al Nord, o in Toscana o in Campania, avevano preso la precauzione di tenere le porte ben chiuse e anche blindate. Capire come gli altri si difendono, le buone pratiche che hanno avuto successo è importante per sapere quale strategia bisogna portare avanti, chi deve farlo e come.
In molti centri, Empoli, Siena, Ferrara,Rovigo, dove pure avevano iniziato a difendersi da furti e rapine con un volontariato di sicurezza , lo strumento utilizzato è l’accordo di collaborazione,
Il secondo problema è come disincentivare i comportamenti criminosi. In alcune città hanno fatto contrada per contrada riunioni su come i cittadini debbono collaborare, in termini di prevenzione e soprattutto in termini di comportamenti da usare nei casi in cui qualcuno si introduca in casa , con
Il terzo problema è come mettere in rete un sistema di videosorveglianza, collegata con la centrale comunale dei vigili urbani che , generalmente fa da coordinamento con la forze dell’ordine. Alcuni Comuni hanno dato una delega specifica per la sicurezza con un Assessore che si incarica di attuare e seguire il progetto in ogni passo.
Il quarto è una incentivazione all’installazione di sistemi con telecamere notturne , che faccia da appoggio ai sistemi domiciliari di allarme. L’idea delle ronde di cittadini è solo frutto della paura e della necessità di fare qualcosa, ma non è la risposta giusta perché i cittadini se non dormono non possono neanche andare a lavorare. Per ciascuna contrada un sistema operativo di allerta dovrebbe convogliare le immagini della strada al domicilio più vicino al luogo dell’installazione, in modo anche da seguirne il funzionamento e adoperarsi in caso di guasti. Questa rete consentirebbe di capire se ci sono presenze sospette e di attivare un meccanismo di allerta.
Come aiutare a creare questo sistema:
alcuni Comuni hanno messo a bando un contributo per installare sistemi di videoso
