pinuccio rinaldi

Esiste una logica in tutte le cose! anche per quella relativa alla dichiarazione su USTICA rilasciata da AMATO. Oggi egli è un semplice cittadino ma con un trascorso luminoso di carriera, tanto da arrivare sino alla possibile elezione come Capo dello STATO, ma non per questo la sua dichiarazione può sfuggire alla regola. La strage di USTICA avvenuta il 27giugno del 1980 è un evento luttuoso e carico di implicazioni, ma lontano nel tempo di oltre 40 anni, nel quale tempo si sono consumate indagini di ogni genere sia giudiziarie che politiche e giornalistiche, sino al 2011 quando lo STATO ITALIANO è stato condannato in sede civile a risarcire i famigliari delle vittime, mentre in sede penale non c’è stata nessuna condanna per i responsabili. Ad oggi questo è l’azimut della luttuosa storia di USTICA. Le dichiarazioni rilasciate al giornale “la Repubblica” da AMATO oggi, come già detto, semplice cittadino e non più alto rappresentante delle istituzioni, generano molte domande che sono cariche di possibili complicazioni sul piano politico sia interno che internazionale. Data l’importanza e il merito dell’evento c’è da chiedersi:  Perché ha rilasciato oggi le dichiarazioni che non ha rilasciato nel 2008, quando è stato udito come testimone dalla Procura di Roma?  Perché pur avendo avuto tantissime occasioni per farlo non lo ha mai fatto?  Forse per un calcolo di carriera?  Perché il suo amore di verità è subordinato al tempo?  Perché la dichiarazione implicita di rispetto della morte e del dolore delle vittime non è avvenuta prima ed è stata invece rinviata a oltre 40 anni? forse perché è un tempo più comodo per le esigenze personali? forse perché è un tempo nel quale molti attori di quello scenario non sono più vivi e quindi non si può eventualmente essere smentiti?  Forse perché solo ora in Italia esiste un governo di destra? Insomma sono tante le domande che meritano una risposta, e se a questo aggiungiamo che AMATO era chiamato dott. Sottile proprio per la sua capacità di analisi ed elaborazione, ne consegue che domande assumano un valore “pesante” E sono ancora più pesanti quando a generarle è un uomo colto e rappresentante delle istituzioni ai livelli più alti. AMATO non può non aver considerato che la sua dichiarazione avrebbe generato tutti i quesiti di cui sopra, e non può non aver considerato l’aspetto ancora più grande e delicato che è quello della “credibilità” delle istituzioni, che con questa esternazione è stata pesantemente ferita. Questa ferita, a giudizio di chi scrive, potrà essere mitigata o guarita solo se il signor AMATO per il rispetto dovuto a tutti, si premura di chiarire e specificare, nelle sedi opportune e con i dovuti riscontri, se la sua esternazione è stata solo una personale deduzione espressa con molto ritardo, oppure frutto della conoscenza di fatti avvenuti e mai dichiarati. Non mancando di riconoscere anche di avere ignorato il valore dell’opportunità della scelta di raccontare, compiuta nei tempi sbagliati. Insomma ed in ultima analisi è giusto domandarsi: a chi giova tutto questo?