Alla fine le truppe riunite intorno all’ex gladiatore Pittella hanno pronunciato il giuramento di fedeltà dicendo “ tu per noi sei il candidato  Presidente, affidiamo a te il compito di vedere se puoi costruire una alleanza larga.” Che in politichese significa veditela tu come devi sbrogliare la matassa. Ad un tempo una rassicurazione sul fatto che Pittella parla a nome di tutti ma anche una delega a portare il risultato a casa, che è quella di un accordo con chi finora si è messo di traverso e che non sono pochi a cominciare da Lacorazza, Spada ,Santarsiero, oltre agli irriducibili di Speranza. Ce la farà, non ce la farà, tutto dipende da  una sola possibilità : che faccia il grande gesto di farsi di lato per far passare avanti un altro che non sia lui ma che non abbia meno chances di lui . Insomma ci può essere l’accordo solo se si ha insieme la consapevolezza ( il conto dei numeri ipotetici) per arrivare primi. Se invece , come qualcuno sostiene da mesi,  la partita è comunque persa allora l’eventuale incontro sarà solo l’ufficializzazione del guanto di sfida: perso per perso, vediamo chi rimane in piedi. Ora tutti sanno che con questa legge, rimanere in piedi significa arrivare almeno secondi, il che non solo riserva un posto in consiglio al miglior candidato perdente ma consente anche di acchiappare quel numero minimo di consiglieri , tre o quattro, capaci di  diventare protagonisti in aula e incunearsi nella maggioranza su temi delicati fino a diventare indispensabili nella gestione dei provvedimenti . In questi quasi cinquant’anni di vita del Consiglio regionale è sempre capitato che ai mal di pancia dentro la maggioranza arrivasse qualche bustina di buscopan di un voto utile della minoranza, in un gioco di rispetto reciproco nel senso di “questo ti aiutiamo a farla passare, quet’altro provvedimento no, non se ne parla”. Ovviamente parliamo di cose alla luce del sole, che appartengono alla normale dialettica tra maggioranza ed opposizione. E dunque lo scenario che si appalesa alla grande flotta ammiraglia che aveva trionfato cinque anni fa è di arrivare, senza accordi, terzi e quarti, cioè una sconfitta sia per gli uni sia per gli altri, in quanto la presenza numerica in consiglio diventa assolutamente irrilevante.  Da come stanno agendo, non potendo pensare che siano sciocchi, hanno ancora il sangue negli occhi e voglia di distruggersi a vicenda.  Ci vorrebbe una cura di elettroshock per tutti prima che si siedano ai tavolo della ultima riunione. Rocco Rosa