Al posto del consigliere Robortella quel tweet sulla val d’agri non l’avrei scritto. E’ timido politicamente perché dà l’impressione di uno che vorrebbe altro e non può farci niente. E’ inopportuno perchè si tratta solo di una proposta che la Giunta ha adottato come terreno di discussione. Un atto che va nel senso di dire: apriamo il dibattito così arriviamo ad una soluzione, anziché litigare prima sul dove vanno poste le Zes. Quindi uno che è Presidente della commissione regionale competente, deve solo rimarcare che , per i consiglieri, la collocazione è tutta da decidere. Chi scrive, il 29 luglio, (vedi link sotto) nemmeno un mese fa aveva già posto il tema della priorità da dare alla Val D’Agri, una priorità intesa non tanto come risarcimento ma come occasione per costringere Total ed Eni a intraprendere sul posto quella riconversione dell’apparato industriale verso il green , che pure le due società vanno promettendo.

L’incentivo fiscale era un vantaggio da offrire, quasi un modo per pressare le due compagnie a muoversi in quella direzione, e il porto di Taranto  poteva essere in grado di portarsi l’appendice valdagrina . Il concetto di estendere l’area di intervento collegando territori in cui l’interscambio è evidente, poteva e può benissimo essere preso come punto di riferimento.

L’idea che Banche Imprese sta portando avanti è peraltro una idea vecchia di due anni. E’ dal convegno di Ischia del 2005 che porta in giro lo studio della LIUC in cui viene evidenziata l’opzione europea Nord-Sud, con gli assi tirrenico ed adriatico che scendono in maniera parallela verso la Sicilia e proprio l’apertura del nuovo tratto della Autostrada del mediterraneo ha messo in pista la opzione dell’area Galdo in relazione al vicino porto di Gioia Tauro, un porto al cui rilancio la Regione Calabria, Il Ministero dello Sviluppo, quello delle Infrastrutture hanno posto l’opzione di priorità assoluta. L’area Galdo è praticamente la sola area regionale attraversata direttamente da una grande arteria autostradale in direzione Nord-Sud e viceversa e quindi anche in questa opzione ci sono delle buone ragioni. Come quella di far ruotare intorno allo sviluppo di quella zona tutta l’economia della zona interna, dal Sirino al Pollino, che poi, a ben vedere, è quella con tante risorse e poche occasioni.

Ora, atteso che  Ferrandina  è una scelta condivisa perché fa gli interessi dell’intero Metapontino e anche di Matera, la cui opzione avrebbe evidentemente messo in ombra il grande progetto della logistica agricola e turistica ( gli egoismi sono una brutta cosa) , c’è da discutere seriamente su che cosa fare  per riprendere il tema dell’equilibrato sviluppo della val d’Agri che non può vedersi condannata ad una industrializzazione che rischia di annullare le risorse esistenti e di diventare essa stessa la sola risorsa esistente . E’ la ZES la risposta?  Se lo è allora c’è una opzione morale che va onorata. Se invece la risposta prescinde dallo ZES ed è collegata ad altri strumenti, come la revisione degli accordi con le compagnie petrolifere e un nuovo Patto di sviluppo , allora mettiamo le carte sul tavolo e discutiamone tutti insieme.

In tutto questo scenario,non parliamo di Potenza, perché queste grandi questioni non hanno un rappresentante che li possa esplicitare e portare avanti. Qui siamo divisi in due, chi non è orfano è figlio di enne enne. Ci sarebbe anche una terza categoria , ma è il caso di non menzionarla per mantenerci sul politicamente corretto. rocco rosa