BY ROCCO ROSA
L’incendio di Maratea non può essere catalogato con uno dei dieci, cento incendi che si verificano ogni anno all’interno del patrimonio boschivo lucano ed ai quali purtroppo opponiamo un timido contrasto. No, la ferita inferta in quel tratto di costa è davvero devastante, dal punto di vista ambientale, da quello turistico economico e per il messaggio preoccupante che reca con sé. E’ innanzitutto un sgambetto messo alle illusioni e ai sogni di chi lavorava per una candidatura a patrimonio dell’Unesco: quei 14 chilometri di costa lucana sono quanto di più bello , di più intatto, di più spettacolare si possa offrire al mondo, in termini di paesaggio, grotte, tradizioni, cultura. E oggi se dovesse venire un valutatore di questa candidatura direbbe semplicemente che chi non sa difendere il proprio patrimonio non merita un riconoscimento ufficiale. Si perché tutti gli alberi ovunque essi siano hanno la stessa dignità, ma certi alberi e certa vegetazione portano con sé un valore economico differente e come tale vanno custoditi e messi in sicurezza. Si può anche convenire con chi sostiene che non c’è vigilanza che basti e che quando uno vuol commettere un’azione criminale sa come agire, ma è altrettanto vero che una vigilanza accorta per due mesi due, allertata 24 ore ore e munita di mezzi adeguati , serve, e non poco, a prevenire un evento doloso e/o a ridurne l’impatto. Il vento non si alza d’improvviso, a tradimento: ogni meterologo può dire con esattezza a che ora e fino a quando. Quello è il tempo della massima allerta, perché il fuoco non è arginabile e a poco serve il pronto intervento dei vigili del fuoco di stanza a maratea. Sappiamo che cosa significa fare da confine tra Calabria e Campania per quanto riguarda lo sfruttamento delle coste e sappiamo come il minimo abbassamento in ordine alla difesa dell’unicità del tratto lucano può creare aspettative, alimentare interessi e muovere forze che non pensano al bello ma all’utile e ai soldi. Per questo vogliamo semplicemente dire che un patrimonio come questo non è solo materia di un Sindaco, ma materia della Regione che deve intervenire con una adeguata normativa: che non è solo salvaguardia ambientale, ma sviluppo turistico, valorizzazione di un sito, creazione di una dinamica territoriale di crescita intorno al concetto mare-monti. Una legge speciale che ritagli dai vari programmi europei e da quello della coesione, fondi adeguati a fare della seconda M lucana una nuova grande opportunità di crescita per l’intera regione.