Il Potenza nel giro di 24 ore ha visto ribaltare la sua situazione di classifica e cosi si sono viste dissolte le tribolazioni accumulate durante tutto il campionato.
Un’annata storta come direbbero in tanti, segnata da tante delusioni e anche umiliazioni raccolte in giro sui campi ospiti racimolando fischi e soli 3 punti fino all’ottava del girone di ritorno.
La vittoria di Torre del Greco preceduta a sole 24 ore dalla sentenza del Catania è stata davvero liberatoria.
È stata un’annata problematica già a partire dall’inizio del campionato, quando si lascia andare Bucolo senza individuare un degno sostituto, la conferma della coppia d’attacco Mazzeo-Baclet che ha disatteso le aspettative della vigilia e poi, a catena, infortuni e indisponibilità che hanno reso in salita il prosieguo del campionato.
Le assenza prolungate di Costa Ferreira, Romero, Salvemini, Guaita, Piana e Vecchi hanno condizionato non poco le scelte degli allenatori. Dopo la nona partita di campionato la società corre ai ripari esonerando mister Gallo, l’uomo del miracolo dell’anno precedente e si affida a mister Trocini. Tempo tre mesi per provare a risollevare le sorti della squadra e si è capito invece che il Potenza difettava di personalità e concentrazione: difesa perforabile, attacco sterile, tanti gol subiti su palle ferme e errori individuali ripetitivi. La squadra fa come il gambero, sprofonda ultima in classifica in compagnia della Vibonese e ci rimane fino alla terza partita del girone di ritorno. I tifosi sono disperati, quasi rassegnati, e le gradinate vuote ne sono il segno. Chi non si arrende è la società che ricorre al mercato di riparazione confermando la fiducia a tempo a mister Trocini e strappa la promessa al forte attaccante Infantino di vestire a gennaio la maglia rossoblù. L’ambiente è in fermento e trabocca d’ottimismo. Passano i giorni e Infantino si scorda della parola data, allo stesso tempo Blaclet mandato a sedere in tribuna per fare spazio ad attaccanti freschi, ci ripensa e crea qualche grattacapo di sovrannumero, anzi rifiuta il trasferimento e la società lo mette fuori rosa. Inizia il campionato di ritorno e la musica non cambia: Bari, Monterosi e Avellino fanno bottino pieno contro il Potenza lasciandolo penare in fondo alla classifica. La tifoseria è irrequieta non è contenta della campagna acquisti, nutre grossi dubbi sulla gestione Trocini, su come schiera la squadra in campo, la poca grinta che dimostra quando al primo gol subìto si scioglie come neve al sole. Trocini dopo la sconfitta di Monterosi perde del tutto la bussola e arriva al capolinea. Anche il Presidente è preoccupato per non dire disperato e fa il primo passo. Non c’è tempo da perdere, e opta per la soluzione che è più a portata di mano, sostituisce Trocini con una soluzione interna e tutta potentina, chiama mister Pasquale Arleo a rimettersi la tuta e a sedersi in panchina . Arleo, non ci pensa due volte, accetta la difficile sfida come se l’avessero invitato a nozze e promette di spendersi al massimo per ripagare la società e tutta la tifoseria. Il presidente, non si accontenta, richiama Rosario Bucolo e in sordina esplora il mercato per tentare il colpo gobbo: un attaccante di peso. Riesce l’ultimo giorno a convincere Luigi Cuppone a scendere di categoria e a preferire Potenza dopo che si erano interessati altri presidenti di club importanti. Luigi Cuppone si butta nella mischia e già al suo esordio ripaga la fiducia del presidente con un assist e un gol decisivo inflitto al Foggia ed una tripletta infilata alla Vibonese che valgono i primi sei punti d’oro. Meglio di così non poteva presentarsi, anzi il calciatore pugliese continua a segnare realizzando sette gol decisivi e tutti di pregevole fattura. La coppia Arleo-Cuppone infiamma il Viviani a da la scossa a tutto l’ambiente a crederci di più, infatti in quindici partite giocate realizza 21 punti, risollevando il Potenza dall’ultimo gradino della classifica al quart’ultimo posto, sopra Vibonese, Paganese ed Andria. L’incubo è passato la squadra con Arleo ha trovato quell’autistima che è mancata per lunghi tratti del campionato e ha recuperato la fiducia di alcuni calciatori importanti che l’avevano smarrita. Permettendo alla squadra, nel finale di campionato, di riassaporare il gusto di vincere in casa e su campi ostici come Latina, Picerno e Torre del Greco e acquisire punti pesanti che ci hanno tirato dalle sabbie mobili dei play out. Sabato il Potenza scenderà in campo per la prima volta più disteso, senza affanno e senza l’assillo dei tre punti, ne basterà solo uno per festeggiare in anticipo la permanenza in lega pro.