Non si può continuare a subire passivamente una riduzione dei servizi essenziali per la tenuta dei nostri piccoli comuni , così come non si può parlare di valutazione dei servizi solo in base ai costi. È lo sfogo del presidente della provincia di Potenza, Rocco Guarino, preoccupato per l’incapacità di dare attuazione al dettato costituzionale dei servizi uguali per tutti i cittadini colmando il divario di una spesa storica che ha diviso l’Italia in due. Per Guarino, che ha parlato nel corso di un omaggio pubblico allo scrittore sanfelese Pietro fasanella, autore del libro “Cose di Casa nostra” “la pandemia ci deve far affrontare con uno spirito nuovo i bisogni mutati delle nostre genti. Sostenere la cultura e chi la promuove, per esempio, ci rende liberi. Difendere le potenzialità del territorio esaltandole e non solo facendo calcoli economici sui costi significa ridisegnare il senso di appartenenza. Come pure è necessaria ,per Guarino,un’azione forte nelle politiche industriali. Il caso Stellantis e la scelta di fare lo stabilimento Gigafctory in Molise, ci fa molto preoccupare e noi amministratori locali, dobbiamo assumere iniziative importanti per rivendicare il diritto alla tutela del lavoro e della tenuta del territorio lucano”.
Il racconto di Fasanella, è da leggere “come metafora della nostra storia di comunità solidale” ha spiegato Piero Marrese Presidente Upi Basilicata “in quella che è la nostra comune identità che dobbiamo esaltare attraverso i racconti del passato per proiettarci in un futuro di sviluppo condiviso di tutta la Regione, a dispetto di scelte che spesso non convincono le comunità locali e gli amministratori, come abbiamo spiegato proprio pochi giorni fa a Roma insieme ad altri 700 Sindaci italiani”.
Difendere ed esaltare le potenzialità del territorio, obiettivo del Movimento, come hanno spiegato Covella e Papaleo Antonio ma soprattutto guardare dentro l’anima dei lucani e raccoglierne i sentimenti che, come nel caso di Fasanella ben raccontato nel libro e nelle recensioni che sono state evidenziate, fanno capire che nonostante lo spopolamento c’è ancora una speranza di tenere viva questa regione, nonostante le “invasioni barbariche” e la “mortificazione continua delle nostre migliori menti come accade anche con la individuazione di professionalità esterne e lontane dalla nostra regione – è stato detto – che allontanano il Palazzo dalla sua gente e creano sfiducia in quelle strutture operative degli Enti che devono dare servizi efficienti. Se non conosci il territorio, come puoi rispondere ai bisogni veri dei Lucani”.
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