di MIMMO TOSCANO*
Si chiama così questo bel dipinto di street art in Via Mazzini, a Potenza. Mi sono fermato diversi minuti ad apprezzarlo mentre la mia testa recuperava una canzone di Don Henley che si intitola proprio “The end of innocence”. La fine dell’innocenza, secondo Henley si ebbe con Reagan presidente guerrafondaio con un operato pregno di individualismo e consumismo. “Gli aratri vengono trasformati in spade per volere di un vecchiaccio (Reagan) che lo stesso popolo ha ottusamente voluto come re…”. “E anche se i guerrieri da salotto spesso falliscono, continuano a restare in sella grazie alle bugie che riescono a propinarci…” Una canzone contro la guerra come analogia dei mille conflitti di ordine politico, economico e sociale aggrappati alla nostra terra, scontri che hanno barattato il nostro essere fieri custodi di un rapporto millenario con la natura a biechi mercenari al soldo del dio danaro. Ciò ha inizialmente compromesso la nostra innocenza minando sensibilità e conoscenze, dandoci poi il colpo di grazia facendocela perdere del tutto. Siamo stati troppo ingenui, così le panzane e la fame atavica di benessere hanno lacerato la nostra armatura fatta di educazione, resilienza e collaborazione, mandandola in pezzi. Ci siamo fatti cattivi, egoisti e ambiziosi seppellendo la nostra purezza. Non saprei dire esattamente quando, però so che abbiamo capito troppo tardi quanto ci è successo. Il mondo, fuori, è entrato prepotentemente, scardinando equilibri antichi ma, ormai, è troppo tardi per riprendere le redini.
*scrittore
