ANNA MARIA SCARNATO
Nel panorama politico, che precede la presentazione pubblica delle liste elettorali che dovranno affrontare il giudizio dei cittadini, il silenzio di un popolo assonnato o rassegnato o soddisfatto, lascia spazio a risvegli e interrogativi sulle opportunità che si intravedono per la vittoria di una parte politica o di un’altra. Ma ci si chiede pure se ancora ci sono i partiti e se ci sono perché si nascondono dietro i primi simboli apparsi sulle tabelle apposite di informazione popolare. La crisi della politica è alla ricerca di come meglio attrezzarsi proponendo vergini personaggi della società per esaurimento di forze interne, per la difficoltà di trovare nei tesserati, volti nuovi e competenti da proporre, tanto più da parte di referenti politici che sul territorio ancora mancano di una struttura di partito solida perché provenienti da 4 o più appartenenze scelte e abbandonate tout a court per maggiori opportunità di un successo personale. E’ il momento di ritornare con la memoria al passato elettorale che ha visto nuovi volti approdati per scelta di Talent-scout della scena politica e imprenditoriale, appoggiati da qualche partito con l’illusione di poterli “affiliare”, per giungere alla conclusione che i giovani spesso non sono poi diversi dai politici che li hanno scelti a capo di liste civiche. Anzi seguono l’esempio dei mentori e, dopo un periodo di praticantato, fanno affiorare alla coscienza, semmai sepolti, i sussulti di un pensiero che si rivela colorato e specchiato nella politica di un partito. Sarà anche questa volta così? E’ ciò che mi ha scritto un noto giornalista al di sopra delle parti politiche di maggioranza e opposizione. Questo giovane volto, nuovo agli elettori, uno stimato cittadino per la sua educazione e formazione professionale, lusingato dalla possibilità di guidare un governo cittadino, dalla scelta caduta sulla sua onesta persona, rimarrà indenne dai giochi politici che hanno stancato e prodotto una disaffezione generalizzata, sarà forte, in caso di vittoria a non farsi cambiare? E tanti altri sui canali social si chiedono: “siamo al rewind del 2014 Non abbiamo già visto questo film? Perché allora non riconoscersi già da subito nella politica della bandiera del partito supporter, quantomeno dichiarare di rivedersi in un contesto di destra così come fecero i candidati civici delle ultime due consultazioni amministrative, confluiti nella prima, nella lista ideata da Nicola Benedetto (Centro democratico) con a capo Tataranno (civico) del 2014, e poi nella seconda del 2019, Tataranno civico appoggiato dal PD, dichiarandosi sempre rappresentanti di una politica di centrosinistra? Tanto affinchè l’elettore conosca bene chi rappresentano i candidati, che non è vero che un voto alla Lega, a Fratelli d’Italia a livello locale non sia dare un consenso al governo regionale, centrale ed europeo di Salvini e Meloni, che è vero invece che un voto al centrosinistra nelle amministrative è una condivisione dell’esercizio politico-amministrativo di Schlein e alleati. Ma evidentemente la confusione che si genera con la mistura delle candidature serve a chi sta dietro di loro a schermarsi di persone non esposte politicamente, non tesserate ad alcun partito, e agli attori-candidati sindaci civici a servirsi del potere già acclarato dei “compari di Battesimo” o della successiva investitura di “Cresima”. Un vantaggio per entrambi: il potere. Ed è così che, in un paese tra i più belli della Lucania, che è sveglia più a divertirsi con la cultura che attua il sistema di “Spreco tanto” e “m’illumino di più” alla faccia delle politiche del risparmio ecosostenibile e propensa a prebende verso associazioni che la propagandano grazie ai fondi PNRR, da restituire, come espressione delle radici di appartenenza e gratitudine al governo del momento, ed è così, dicevo, che il trastullo fine a se stesso rende la riflessione meno matura a considerare i problemi non risolti e a scegliere l’affidabilità. Bene ha fatto il partito Forzista del luogo, se le notizie sono veritiere, a rifiutare l’apparentamento con la proposta di una candidata sindaco, la incaricata protempore uscente, anonima, sponsorizzata dalla Lega, valutando forse la sua ritrosia a riconoscersi in un partito tanto da candidarsi con chiunque possa assicurarle un posto in Giunta e, adesso che si percepisce cresciuta, ambire con forza e battendo i pugni, a rivestire la carica di Primo cittadino. Ai più accorti non può sfuggire, nemmeno in una nebbia che sembra avvolgere la comunità, che la stessa lista civica che vuole essa capeggiare, è espressione della Lega con la quale le è piaciuto governare e ancora continuare. Si dovrebbe dunque considerare espressione ed esecutrice di una politica di destra? Se sì, inutile ogni nascondimento che risulta offensivo della verità.
