Il futuro del centrosinistra in Italia si gioca in questo autunno, con due appuntamenti di una importanza vitale : la Costituente dei cinquestelle e il congresso del Pd. La costituente è partita in questi giorni con una prima fase di raccolta dei bisogni espressi dai cittadini. Ossequiosa al metodo della partecipazione degli iscritti , simpatizzanti e/o elettori del movimento, la prima fase sarà quella di interrogarli direttamente su come deve essere organizzato il partito, quali cambiamenti bisogna fare nella linea politica, quali obiettivi strategici indicare in questa legislatura e come assumere le decisioni finali. Una discussione che evidentemente vuole andare al di là del semplicistico dilemma del numero dei mandati, cercando di recuperare una posizione chiara nel nuovo percorso politico che si sta delineando in alternativa alla destra. Ma un metodo , diciamolo pure, che tende a fare chiarezza anche sui rapporti col Fondatore, trasferendo direttamente il potere decisionale alla base. Il congresso del Pd è un affare molto diverso che porterà al centro del dibattito sia la linea del partito sia la conduzione dello stesso. E’ evidente che la Schlein ha caratterizzato il suo mandato con una linea politica precisa che però non ha unito il partito e che si è giocata sulla competizione diretta a sinistra con il Movimento cinque stelle, trascurando completamente quella fascia dei moderati ex popolari ed ex margherita che da sempre hanno costituito l’ossatura del pd e che , in vista del congresso, si stanno organizzando , stringendo alleanze , anche le più strane come quella di un Franceschini che dialoga con Speranza e raccoglie truppe da una periferia che non riesce ad uscire dalla tutela de notabili e ad affacciarsi al nuovo con una classe dirigente giovane. In Basilicata questa situazione nazionale si riflette come allo specchio. Da un lato un Cinquestelle che sembra aver messo alle spalle quelle lotte intestine e che con l’elezione di due consigliere regionali intende mettere a valore il suo ruolo di opposizione costruttiva , certamente non incrinato dall’errore commesso e riconosciuto intorno alla famigerata legge dei rimborsi. Dall’altro un quadro più complesso nel Pd che non è riuscito a rifarsi una identità nuova, e viaggia tra ansia di rinnovamento e soggiacenza ai detentori del potere interno. La verità è che c’è stato un gioco spiazzante di alcuni esponenti di primo piano nelle elezioni regionali e comunali che hanno puntato sul civismo , riuscendo a mobilitare energie nuove , fino a farne diventare una realtà con cui fare i conti. Ed è talmente ben riuscito quel gioco che ,non solo è stato replicato a livello del comune capoluogo, ma ci si appresterebbe anche a dargli un protagonismo all’interno del partito, con la ormai prossima celebrazione del congresso. Voci abbastanza autorevoli parlano di un vero e proprio casting che alcuni notabili stanno portando avanti per dare gattopardescamente un volto nuovo al partito senza cambiare nulla, o meglio consolidando la propria posizione nel gioco politico nazionale. L’interrogativo vero riguarda il modo in cui si muoverà il segretario regionale Lettieri, il cui ruolo ha rappresentato counque una sorpresa per il modo in cui ha saputo mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, sottraendosi con garbo alle pressioni e riuscendo a tenere comunque il partito unito, fino a realizzare quel direttivo che neanche ai tempi del compianto Luongo si era riusciti a mettere in piedi. Pacatezza, dialogo, comprensione e nello stesso tempo capacità di seguire una propria strada, sono state le sue armi vincenti che hanno sorpreso anche chi , come noi, ne faceva solo un uomo mite, non in grado di cambiare lo scenario interno. Partito infatti come figura di mediazione tra i vip del Pd, quando questi erano rincantucciati su una linea attendista, il segretario ha saputo districarsi tra mille difficoltà , riuscendo a evitare lo scollamento del partito. Ora che i 4 cavaiieri dell’Ave Maria hanno sfoderato di nuovo le spade, per decidere chi resta all’impiedi nella nuova stagione , questa figura autonoma e pensante, rischia di essere d’intralcio per qualcuno. Sarà interessante seguirne il prosieguo. Rocco Rosa
LO SCENARIO POLITICO D’AUTUNNO. QUALCOSA SI MUOVE IN BASILICATA
