Lo spartito di questa legislatura è stato scritto e difficilmente si riuscirà ad eliminare in corso d’opera le note stonate di una rissa permanente tra maggioranza e opposizione, tra partiti della sressa maggiiranza, tra assessori e sindaci , tra quelli che stanno seduti e quelli all’impiedi , tra solisti vari che vanno fuori misura e direttori d’orchestra che tirano dritto, senza perdere tempo a correggere le stonature. Sentiremo queste dissonanze vistose per tutta la legislatura, sia perchè il livello della contrapposizione si è abbassato ad uno sgradevolissimo chi sei tu e chi sono io , sia perchè il libretto è debole e non si vede ancora il tentativo di puntare a cose più ambiziose, leggi, programmi e piani di sviluppo. Si era partiti in maniera trionfale sull’accordo con la Total, che doveva rappresentare il trionfo della buona politica, rispetto ad un passato fatto di accordicchi e di sudditanza . Siamo con l’Eni che, dopo aver perso molto dell’interesse che coltivava in Val d’agri, per via di una situazione mondiale che lo obbliga a muoversi in direzione di scelte alternative, oggi si fa tirare la calza per gli obblighi assunti e per quelli da assumere, senza che nessuno si incazzi più di tanto. E nonostante questo sentiamo l’assessore all’ambiente che , facendo i conti con un orso ancora da addomesticare, plaude sperticatamente alla nuova filosofia portata da Napoli dal presidente Bardi: le royalties debbono servire allo sviluppo e non all’assistenza. Concetto giusto se ci fosse chi sull’assistenza o su altre spese correnti fa il proprio dovere, e non uno Stato che finora ha fatto figli e figliastri, facendo ricchi chi era ricco e lasciando in povertà chi già lo era. Siccome le royalties sono servite finora alla sanità, per ripianare l’emigrazione ( che in dieci anni è passato da 15 a quasi 60 milioni di euro) , in parte per l’Università , in parte per la disoccupazione di lungo termine, in parte per la forestazione, ci sarebbe la piccola incombenza per gli assessori regionali di dire anche come e dove si trovano questi soldi, atteso il fatto che non abbiamo sentito una voce alzarsi contro il Governo ( questo o quello per me pari sono) per questa enorme disparità di trattamento tra Nord e Sud. E dunque , tornando all’orrendo concerto cui stiamo assistendo, sarebbe il caso di darsi una regolata, maggioranza ed opposizione affinchè si abbassino le note stridule e si aggiustino le uscite corali. Altrimenti non ne usciamo, se non a fischi in faccia. E siccome l’impostazione che il Presidente Bardi vuole dare al discorso delle royalties è naturalmente condivisibile, si tratterebbe di alzare i toni col Governo centrale perchè la Basilicata venga affrancata da spese che sono necessarie per la valenza sociale delle stesse ma che non sono ascrivibili al bilancio regionale. Una vertenza che dovrebbe essere suonata in sintonia, per togliere la cattiva impressione di sacrestani che litigano mentre la processione è ferma. Rocco Rosa
LO SCONCERTO DI QUESTA LEGISLATURA
