La politica, quella vera, non è solo capacità, ma anche sentimento. Capacità di capire le cose,trovare soluzioni ai problemi, indicare la rotta , ma anche sintonizzarsi con la gente , capirne i bisogni, esprimere solidarietà non a parole. Per esprimere questo concetto della differenza tra capire e sentire , non c’è caso migliore della vicenda Consorzio industriale-Apibas, una vicenda che sembrava inestricabile e inarrestabile verso il declino certo ma che la intelligenza, la perseveranza e la determinazione della coppia Bardi-Cupparo  sono riuscite a incanalare verso uno sbocco positivo, nonostante e contro gli ostruzionismi fatti congiuntamente da esponenti di partiti alleati e da imprenditori interessati allo status quo. Superando tutte le trappole che sono state via via seminate, si è riusciti a mandare sul binario morto un ente decotto e pieno di debiti e mettere in partenza su un secondo binario un nuovo treno con compiti abbastanza definiti. Non ci fossero state tutte quelle resistenze, la soluzione iniziale dettata da Cupparo, quella di una unificazione in un solo consorzio dei due esistenti nelle province di potenza e Matera, sarebbe stata la soluzione perfetta, capace di riunire tutte le competenze vecchie e nuove. Ma la paura , soffiata ad arte,di perdere il controllo del Consorzio materano, ha determinato una conclusione diversa, che molti si sono ardimentosamente buttati a criticare, nonostante fossero gli stessi che non hanno detto o scritto una parola rispetto a quell’assurda e provocata esplosione di campanile. Ora però, dato a Cesare quel che è di Cesare, la differenza tra capacità e sentimento , cui si faceva cenno all’inizio, è che una volta risolto il problema legislativo, nulla si muove per quello che riguarda il futuro delle persone, il bisogno delle famiglie e la esigenza del lavoro. I dipendenti del Consorzio, che in parte sono stati destinati agli enti sub regionali cui sono stati passati gli impianti ( con un carico di personale da trasferire che praticamente è irrisorio rispetto al valore degli impianti ( il solo depuratore di Potenza porta un reddito milionario)  e quelli che sono stati destinati al nuovo Ente Apibas, aspettano ancora di essere allocati formalmente, e, in questa attesa non solo hanno già perduto due mensilità, non solo vedono in forse il loro TFR maturato, ma aspettano anima anima questo trasferimento che non si concretizza, ora in attesa di questo ora in attesa di quell’altro adempimento. Una classe politica che sente il peso delle responsabilità prenderebbe di petto la questione e metterebbe una  fretta del diavolo a chi quelle carte deve preparare. Perché tra uno che prende tempo a preparare le carte e l’altra che non sa se prende lo stipendio per far campare una famiglia, la scelta di un politico che si rispetti non può che essere la seconda.