ROCCO ROSA
Fortuna che il tafazziano Lomuti conta quanto il due di coppa nella nomenclatura pentastellata, e quindi fa opinione solo per se stesso, ma il veto da lui posto alla entrata dei renziani lucani in una coalizione di centrosinistra che si cerca di formare nei principali Comuni dove si vota, è quanto di più insensato si possa introdurre nel dibattito politico sulle prossime amministrative. Dibattito che è già delicato e difficile perchè entrambe le forze principali di un possibile schieramento di centrosinistra e cioè il Pd e i cinque stelle non è che scoppino di salute: vivono profonde divisioni interne, con personaggi che si delegittimano a vicenda e, nel migliore dei casi, si annusano come quei cani che ancora non hanno deciso se farsi la guerra o andare d’accordo. Una situazione esattamente speculare tra le due forze politiche, come speculare è l’arroganza di pensare che ognuno sia in grado di dettare condizioni ad exludendum. Una cosa è la legittima richiesta di rinnovamento, di presentazione di una compagine di programmi e proposte definite, una comune convergenza sull’immagine moderna e riformatrice che una eventuale alleanza deve avere, altra cosa è fare dell’ostracismo ad una forza solo per via del fatto che, a Roma, Italia Viva non vede l’accordo con i cinque stelle come prospettiva politica nazionale. L’esperienza dovrebbe aver dimostrato che le situazioni locali spesso sopravanzano o smentiscono una linea nazionale e che le eccezioni fanno parte della regola, come è capitato ad esempio a Renzi di appoggiare in alcune situazioni candidati del Pd ed in altre di andarsene da solo con il proprio candidato. Ora, se non si è capace di fare i distinguo , si fa di tutt’erba un fascio e si rischia di servire un assist alla destra in questa competizione che è importante per il semplice fatto che deve dare due risposte: a) a che punto si è eroso il consenso della destra in questa regione dopo la non esaltante avanzata delle truppe del Generale Bardi b) è in grado la strategia pensata da Zingaretti e Conte e confermata da Letta di costruire una vera alternativa politica vincente, a partire dalle grandi città e ad arrivare al prossimo appuntamento elettorale nazionale?. Qui in Basilicata, il sen. Lomuti , non si è reso minimamente conto della situazione e , non so quanto involontariamente, sta lavorando per il re di Prussia, e cioè sta facendo un favore enorme a quelli che all’interno di Italia Viva pensano che l’approdo di destra possa essere conveniente sia nell’immediato sia in prospettiva, diventando essi indispensabili ora e sopratutto dopo. Basta dare uno sguardo a quello che sta avvenendo nello schieramento avversario, con una frettoloso rassemblement fatto per riallacciare i fili spezzati di una coalizione dove nessuno è contento di come vanno le cose e tutti danno le colpe agli altri, chi ad una eccessiva esterofilia del Governo, chi al prevalere di manovre interne per accaparrarsi la rielezione in Parlamento, chi per antipatie mai sopite , chi per inadeguatezza gestionale manifestata. Ebbene, di fronte a tutto questo c’è un movimento, quello di italia Viva, che è al bivio tra coscienza personale, voglia di sopravvivenza politica e riconoscimento del passato che ha visti alcuni dei suoi componenti impegnati profondamente in uno schieramento di centro sinistra anche con cariche di responsabilità. Anziché far leva su questi aspetti, che incidono profondamente nelle decisioni e nella coerenza di una persona, gli si sta dando un colpetto affinchè decidano di andarsi a buttare nelle braccia degli avversari, facendo un doppio favore sia a chi , nonostante numerose sollecitazioni anche di questo giornale, finora aveva sempre glissato su quale parte dello schieramento dovevamo vederli e non aveva mai esplicitato una scelta di campo, e a chi anziché pagare elettoralmente il dazio della propria inadeguatezza gestionale, si trova ad essere premiato da nuovi arrivi elettoralmente e politicamente pesanti. Dove andiamo con questi strateghi da quattro soldi? Quando bisogna dare un messaggio alternativo, ecco che un personaggio che si è trovato santo in paradiso si mette a dare le benedizioni e le scomuniche . Quando la tonaca fa il monaco!!
