Egregio Direttore,
ho letto il suo articolo “LOMUTI COME TAFAZZI. NON SI SA SE RIDERE O PIANGERE” e le sue riflessioni sulla mia intervista pubblicata il primo giugno su “Il Quotidiano della Basilicata”.
Seppur condita da puerili offese personali, ritengo doveroso rispondere alla sua analisi politica che non condivido.
Premetto che è evidente la nostra diversa concezione della politica e del fare politica del MoVimento 5 Stelle che, diversamente dai partiti a cui lei si è ispirato, ha riconosciuto alla totalità dei cittadini il ruolo di Governo ed indirizzo, prima attribuito solo a pochi.
Inoltre, mi preme precisare che nella mia intervista apro ad una ipotetica alleanza con PD e LEU a condizione di avere condivisione nel programma e affidabilità nell’applicarlo, spingendomi ad auspicare un rinnovamento della classe dirigente. Condivisione e affidabilità, due parole che ritengo di notevole rilevanza.
Venendo al suo articolo, lei critica il pensiero di chiudere a possibili alleanze con Italia Viva perchè grazie ai numeri che porterebbe ad una coalizione di centro sinistra, risulterebbe determinante nella vittoria nelle prossime elezioni comunali.
Se fosse soltanto una questione di numeri, potrei anche concordare con lei, ammesso che Italia Viva quei numeri li abbia effettivamente. Ma credo che la Politica debba seguire altri percorsi, in primis quello della condivisione dei temi per il bene comune, cosa che abbiamo visto non esserci con il partito di Matteo Renzi, altrimenti non sarebbe “caduto” il Governo Conte.
Mi permetta di osservare che la sua riflessione la ritengo pericolosa, se non tossica, per i principi ai quali la politica deve ispirarsi e le spiego perchè.
Accordarsi comunque purchè si vinca, mette a rischio la serena governabilità e la concreta applicazione del programma elettorale con il quale un partito o una coalizione chiede il voto ai cittadini. Prima dei numeri occorre soffermarsi su cosa e su come la si vuole fare. Ma per procedere in tal senso occorre un elemento fondamentale che latita in Italia Viva: la fiducia.
Se si preoccupa che questo possa essere soltanto il mio pensiero (che come dice nel suo articolo “vale quanto il due di coppa”) la invito a premurarsi che non sia anche quello di Giuseppe Conte, Nicola Zingaretti e Enrico Letta. Non solo, lo chieda anche ad ogni singolo attivista del MoVimento 5 Stelle o a qualsiasi altro portavoce.
Ancora, lei stesso afferma che Italia Viva non sa ancora dove schierarsi, se con il centrodestra o con il centrosinistra e questo certifica la mancanza di un ideale o di un progetto politico anche da parte dei renziani lucani.
In pratica, lei critica un centrodestra spaccato ma offre una soluzione vincente per il centrosinistra che è il motivo principale per il quale il centrodestra è spaccato, tanto da non riuscire a governare o a farlo male. Per me, dunque, non è una soluzione vincente. Rifiuto questo gioco perverso al quale ci siamo abituati, soprattutto perchè a pagarne le conseguenze sono poi i cittadini lucani.
Lungi dall’esser una mera ritorsione, il mio diniego è un atto d’amore verso la mia Basilicata che deve iniziare a correre. Diniego che non è indirizzato soltanto alle prossime elezioni comunali ma anche alle future elezioni politiche e regionali.
Colgo l’occasione per esprimere un punto importante che non è stato riportato nella mia intervista ma che ritengo calzante: ho un grande rispetto per i giovani che si dedicano alla politica, sia di destra che di sinistra. La speranza è che gli si dia più spazio e senza che vengano apostrofati come politici da 4 soldi trovatisi come santi in paradiso.
Durante la mia esperienza da parlamentare ho avuto modo di conoscerne tanti. Le assicuro che sono lontani dai giochi della vecchia politica.
A chi è più grande spetta dargli buoni esempi.
Lungi da me l’idea di offendere e se posso aver ecceduto nella vis polemica me ne scuso, ma il mio intervento era semplicemente diretto a sottolineare che la buona politica è quella che porta a modificare in meglio una situazione, anche al costo di dover fare un passo indietro rispetto a posizioni di principio. Ora se l’obiettivo in questa regione è creare una alternativa ad un governo di destra che sta dimostrando di essere inadeguato rispetto alle attese della comunità, non credo sia buona cosa quella di bocciare pregiudizialmente una alleanza su base locale,dando un enorme vantaggio competitivo agli avversari. A meno che per l’on.Lomuti, come è stato per i cinquestelle in campo nazionale, non sia la stessa cosa allearsi indifferentemente a destra o a sinistra. E’ solo questo che ci divide: la coerenza rispetto ad una scelta di campo che è nella realtà della politica italiana e che non può essere bypassata. Rocco Rosa.
