Quando il buon senso prevale sulla confusione e lo spirito di servizio sulla convenienza se non sullo sfruttamento e sul  malaffare, allora le politiche di un settore danno i risultati. Nei primi nove mesi del 2016 sono stati assunti regolarmente in provincia di Potenza almeno tremila migranti extracomunitari, 500 indiani nel settore zootecnico,a cuisi aggiungono altri 2500 neo comunitari: una risorsa importante. In attesa del dato relativo alla provincia di Matera, dove  nel 2015, solo nel metapontino, sono stati assunti circa 14 mila migranti prevalentemente nel comparto primario, si può dire che almeno 25 mila migranti lavorano in agricoltura a fronte di circa 45mila in tutti i settori a partire dal lavoro di cura. Nel Bradano assunti 750 extra comunitari e oltre trecento comunitari. E sono tutti lavori che gli italiani rifiutano perchè troppo usuranti, e poco pagati. Ma l’agricoltura italiana deve fare i conti con un mondo globalizzato che scarica anche in Italia merce a bassissimo costo e ad alto contenuto di rischio sanitario, per cui, in attesa che l’Europa si svegli con una politica più accorta , il ricorso a mano d’opera straniera da pagare con i voucher è un risultato importante e che bissa quello ottenuto per le badanti e per le colf straniere . Questi i dati oggettivi, riscontrabili e che segnano un lungo lavoro di emersione del lavoro e di lotta al caporalato, come il caso di Boreano, oggi tornato ad essere risistemato e riportato all’attività agricola regolare.  Su questo terreno , grazie anche alla task force che il Governo regionale ha attivato, Basilicata ha dettato alle altre regioni ed al Governo centrale la traccia di lavoro, provocando anche risposte significative, come l’iniziativa forte del Governo, già approvato al senato e ora in procinto di passare il vaglio della camera dei deputati, che equipara il reato di caporalato a quello di mafia e prevede sanzioni precise anche con il sequestro dei beni dei caporali e degli utilizzatori finali (aziende e singoli imprenditori). Sono circa 400mila i lavoratori, prevalentemente migranti, tenuti in ” stato di caporalato e in molti casi di schiavitù’ “nel nostro paese, dalle Langhe con il Barolo, alla Toscana, alle regioni meridionali.  La legge se approvata entro ottobre sarà importante per evitare la rinascita del ghetto di Boreano e la continuità di quello di Mulini Mattinelle nei comuni di Venosa e Palazzo S.Gervasio. Ben altra situazione si avverte nei capoluoghi e principalmente a Potenza dove latitano i progetti per l’inserimento dei migranti nei progetti di utilità sociale. In mancanza di qualcosa da fare, questi giovani, uomini e donne,rischiano di utilizzare il loro tempo in maniera che va in tutt’altra direzione rispetto all’interesse comune, mettendosi nelle braccia degli sfruttatori e delle delinquenza organizzata. Ci sono segnali preoccupanti in questo senso e farebbe bene la task force a trovare il modo di accendere i riflettori su alcune situazioni , quali l’accatonaggio organizzato e la prostituzione. Certi via vai nei dintorni di quelle strutture non dicono niente di buono. Giuseppe Digilio

NELLA FOTO DI SOPRA, BOREANO OGGI

IN COPERTINA, CONTROLLO DEI CARABINIERI