MARIA TERESA D’AIUTO

la Basilicata è indicata come una terra bellissima e lo è, in molti aspetti, per paesaggio spontaneo.
Vi è il mare, con bellissime spiagge sabbiose o rocciose, ci sono i famosi “sassi”, la montagna che in certi posti permette di volare come gli angeli ed ultimamente di provare l’ebbrezza della folle altezza, camminando sul ponte Alla Luna appena inaugurato, di quelli oscillanti, con sistemi (corde?) a cui aggrapparsi durante il cammino tremolante.
Ci sono cime aguzze simili alle Dolomiti che quando si tingono dei colori del tramonto, sono spettacolari. Ha gole simili ai paesaggi dell’India.
Ha distese di verde che potevamo dire fossero simili ai paesaggi svizzeri…
Paesaggi bucolici.
E non è difficile crederci, per chi non fosse mai venuto da queste parti, visto che il nostro è una territorio a carattere agricolo pastorale.

Non che la terra lucana sia stata mai facile da trattare!.
I contadini la definiscono ” amara”, ma il loro lavoro e la loro ostinazione hanno fatto venire alla luce prodotti, frutto di sudore, di fatica.

A distruggere questo mondo fatto di certezze, se pure gravose, ad un certo punto sono comparsi i mostri dalle lunghe braccia di ferro, minacciosi nella loro altezza e nel “Suono” prodotto.

Nelle distese di verde brillante con ogni tanto una casetta di agricoltori, ben fatta, ben tenuta, gli abitanti non possono più vivere perché vittime degli assalti rumorosi di quelle braccia simili
a spade, che lottano inutilmente contro il vento .
Ce ne sono un’infinità, per ricavare energia pulita che servirà al Trentino.
Serve ad altri, insomma.
Per i lucani solo il disturbo.

Quelle pale, per chi arrivi dall’ autostrada, là dove questa si restringe per essere accolti nella regione, sono mostruose.
La luce che si riflette sulle ali di quei mostri si infila nelle case dei malcapitati, abbagliandoli.
E il verde su cui sono state sistemate, rovinosamente danneggiato nell’aspetto e nella qualità (credo).
Quando io ritorno a Potenza, vedo da lontano questi “personaggi” agghiaccianti.
Quanto disturbano e come deturpano il paesaggio! Nè vedo animali al pascolo.
E’ una coincidenza o sono fuggiti per l’assordante rumore?

All’improvviso, come in un film di fantascienza, hanno trasformato questa terra in un pianeta surreale.

Ci sarebbe da protestare, ma io credo che un contadino vissuto nella certezza del suo appezzamento da lavorare sia del tutto sbigottito, destabilizzato.
Ha dimostrato di non sapersi opporre, benché abilissimo nel domare una terra dura e difficile.
Contro i giganti di ferro non lo sa fare, ma soffre.

Non è abituato alle lotte, a difendere i propri diritti.
Da dove cominciare? – si dirà -“sono finito da un’altra parte…
Non so cosa fare e forse dove andare”.

Ma i cittadini, tutti, potrebbero farlo…

Come già affermato in altre occasioni i potentini, i lucani, sono passivi.

Abituati, tutti, a portare il basto, alcuni  a sopportare le angherie ,si lamentano tra di essi, a bassa voce e tirano a campare.