LUIGI GILIO. CEDEVOLI CAPRICCI

Cedevoli capricci

Le volte che ho trattenuto il mio agorà

abbellito nelle perlustrazioni notturne

nel tempo affiliato

ammaliato dalla luna calante

dove

indugiavano appesi

si slacciano

le tenere

sorprese

non ho dovuto cominciare io il soliloquio

nel tuo giovane giardino

 fulminato dal raggio di sole

nei tuoi occhi colore cespuglio di sera

inciampato

negli

anni migliori

i capricci

anelati

da cedevoli amanti

l’artificio tumulato senza proferire voce

non conta se ci lasci la faccia

che celi sotto le gambe

per non offrirti alla loro ragione

capricci

del tempo

senza tessere

ricolmi

di inutili

rimpianti

Illudevoli inganni accoglie l’ora tersa

dove l’animo protegge l’essere errante

in analoghi rivoli di acqua che scorre

una goccia di pianto diventa mare

(dalla raccolta “Poesie uno/1)