Fa notizia lo sciopero indetto dal personale della Banca Popolare di Bari, il primo dopo oltre sessant’anni di attività dell’istituto. Fa notizia perché le motivazioni sono sacrosante e parlano di un ulteriore schiaffo ai dipendenti, che già hanno pagato e stanno pagando colpe che nulla hanno a che fare con la fine ingloriosa fatta dalla gestione Jacobini. Hanno pagato già con una riduzione del 7 per cento del loro stipendio , frutto acerbo e indigesto di un contratto di solidarietà che ha decurtato di diciotto giorni all’anno la loro presenza in azienda. E , paradossalmente, anzichè avere grazie hanno avuto giustizia con un amministratore delegato della nuova società che si è negato alla disponibilità da ogni lato, addirittura sostenendo , senza tema del ridicolo, che la produttività è più bassa e che quindi ai dipendenti della Banca barese non va concesso il relativo premio. Dovrebbe interrogarsi allo specchio e chiedersi come si fa a tenere alta la produttività con diciotto giorni in meno di lavoro. E’ evidentemente la scusa di chi, dopo aver vissuto esperienze non esaltanti nella famosa Veneto Banca , oggi vuole mostrare la faccia dura in questa nuova avventura. Orbene, non è chi non veda come questo atteggiamento sia fortemente settario e antimeridionale, primo perchè in tutti questi anni il personale ha fatto interamente il proprio dovere e non può pagare per le colpe dei vertici aziendali e, secondo, perché il fattore produttività è stato condizionato ,oltre che dalle minori giornate lavorate, anche e soprattutto dalle politiche di ridimensionamento del personale portate avanti proprio dai nuovi vertici aziendali con i numerosi prepensionamenti che tra le diverse regioni del Mezzogiorno ammonta ad oltre 600 unità. Ne sono conseguenza diretta il sovraccarico di lavoro per ciascun dipendente che paradossalmente anziché essere premiato si vede colpevolizzato. Lunedì 17 ci sarà dunque lo sciopero generale in tutte le agenzie dell’istituto di credito, con presidio proprio sotto la sede principale dell’azienda, in quel di Bari. Non passa inosservato il silenzio della politica su questa vertenza contrattuale e sulla strategia aziendale di penalizzare i dipendenti . Non una nota, non un comunicato,non una presa di posizione da parte delle Regioni interessate, come se questa categoria di lavoratori non avesse diritto ad una solidarietà istituzionale. Chissà perché tanti politici, dopo aver portato bordone alle avventure degli Jacobini, oggi se ne stanno acquattati e lontano da questi problemi. Rocco Rosa
LUNEDI’ SCIOPERO DEI DIPENDENTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI CONTRO L’ATTEGGIAMENTO SETTARIO E ANTIMERIDIONALE DEL NUOVO A.D.
