SCENARI ITALIANI
Alla fine di questa strumentalizzata, falsificata e politicizzata campagna referendaria rimarranno le macerie come quelle visibili in territorio siriano, dove le bombe degli alleati si confondono con quelle dei nemici e tutte e due fanno danni incalcolabili sulla popolazione . Il ” tutti contro Renzi” è un assedio a Palazzo Chigi con la sola intenzione di sloggiarne quello che considerano l’abusivo. Poi non si sa che cosa potrà succedere. Se vince il No, Renzi esce dal Palazzo e ricomincia dal Nazareno. Tutti quelli che l’hanno mandato via , non essendo in grado di prenderne il posto, torneranno a casa, più o meno convinti di avere in tasca la giusta mercede. Ideologicamente potranno dire di aver combattuto per la Costituzione, politicamente forse dovranno riconoscere che hanno preso la strada sbagliata per liberarsi di Renzi. Il quale , tornando a prendersi cura del partito, avrà modo di farselo a sua immagine e somiglianza, portando a compimento quel processo di rottamazione che finora aveva preso più di mira personaggi simboli che veri e propri gruppi dirigenti. Il Governo, affidato a mani diverse, forse aggraziate e con tanto di smalto , avrà il compito di prendere tempo, senza far danni se possibile, in attesa che si trovi la quadra per andare al rinnovo elettorale. Il solo quesito che richiede una risposta è: con chi farla e come farla la nuova legge?. E’ evidente che bisognerà introdurre il premio di coalizione per poter ambire al ballottaggio. Perché dietro l’angolo può esserci anche la sorpresa di alleanze innaturali , come quelle fatta a livello Europeo con Farage , fautore della Brexit, e cioè con Salvini. Succedesse questo si aprirebbe una nuova stagione di antipolitica, anticasta, antitutto che porterebbe il Paese a reingoiarsi quel poco di sviluppo che si è riuscito a distillare. Perché pensare che Grillo debba per forza continuare ad andare da solo? Renzi deve fare la legge elettorale e Berlusconi è pronto a dargli una mano sperando di poter ripartire da zero con una nuova alleanza dei moderati. Ma l’impresentabile è proprio il Cavaliere e andare a fare una coalizione con lui significherebbe, per Renzi, accollarsi politicamente un peso insostenibile, perché al di là dei pochi parlamentari utili per fare la legge, il Cav. non appare in grado di apportare contributi significativi, a meno che, con l’idea affatto peregrina delle primarie , non riesca a farsi una forza tutta nuova, tutta rinnovata, così, come è avvenuto con l’esperimento di Milano. Sarà capace Berlusconi di mettersi da parte e di fare una operazione del genere? La stessa operazione dovrebbe fare Renzi sacrificando parte della sua “ casta” senza voti e mettendo gli scranni istituzionali a disposizione dei più forti, Sindaci di grandi città, governatori e esponenti forti del mondo economico e sociale. Ecco dove ci sta portando la strada della lotta interna, del braccio di ferro permanente, dell’incomunicabilità. Un partito, snaturato della sua identità di centrosinistra, che deve porsi il tema di come possono funzionare innesti di altre piante, verso cui finora la sua base elettorale ha sempre avuto una reazione di rigetto.
