“Il marchio unico dell’agroalimentare lucano con una sua declinazione settore per settore, continua ad essere, a nostro avviso, l’obiettivo principale su cui puntare, in chiave di promozione e sostegno dei prodotti lucani. Il capitolo della promozione agroalimentare deve essere ampliato e reso pluriennale, come fatto con noi nel passato, per consentire la programmazione e la preparazione adeguata sia agli uffici, da potenziare, che si occupano di promozione che ad aziende e privati chiamati a partecipare.
Hanno pesato, per Braia, il numero ridotto dei partecipanti alla collettiva, che vanno comunque ringraziati (solo 17 rispetto a oltre 30 aggregati in passato) così comme l’assenza nel padiglione regionale di altre nostre eccellenze che si trovavano, invece, singolarmente ed esclusivamente in altri padiglioni diversi da quello della collettiva. Segno di una mancanza di una unica regia politica forte e adeguata ( di cui per la verità il neo assessore Cupparo non ha colpe, essendo arrivato a cose fatte ndr) e di una comunicazione frammentata ed episodica della nostra regione e del suo eccellente vino. Così come è mancato il collegamento, che cìè sempre stato, con la Basilicata dell’olio EVO al Sol Agrifood, dove erano presenti i cinque produttori vincitori del premio regionale Olivarum 2022, anch’essi da sostenere e accompagnare con più forza e determinazione, unitamente all’intero comparto olivicolo lucano che oggi può fregiarsi dell’IGP regionale ancora troppo poco promossa e attenzionata. si è perso, dice senza mezzi termini Braia, il pregevole lavoro fatto negli anni scorsi. C’è solo da augurarsiauguro si possa organizzare per tempo la partecipazione al Salone del Gusto di Torino, per valorizzare le produzioni tipiche e la nostra biodiversità, poi le iniziative da organizzare sul territorio, gli eventi di livello nazionale sui prodotti simbolo del nostro agroalimentare, dall’ortofrutta ai formaggi, per sostenere il settore zootecnico e lattiero caseario, oltre a quello del vino. Si riattivi, magari organizzando e programmando un calendario di iniziative di valorizzazione come fatto nel passato, l’interesse per i prodotti tipici comunali da far rivivere nei nostri territori, che rappresentano per i turisti che si affacciano in questa primavera e nella prossima estate, un’occasione unica per scoprire le nostre tradizioni e i nostri sapori, insieme proprio a quel turismo del benessere che si è narrato alla BIT di Milano.
Al neo Assessore Cupparo – conclude Luca Braia – sperando possa resistere alle intemperie della crisi infinita della maggioranza Bardi, chiediamo di aprire una consultazione pubblica, in attesa della nuova programmazione 2023/2027. È sicuramente tempo di concludere gli ultimi bandi della programmazione 2014/2021, prorogata per la pandemia al 2023, e di prendere decisioni chiare e strategiche per indirizzare il futuro del comparto, alla vigilia dei nuovi finanziamenti europei. Insieme al turismo, la Basilicata ha una scommessa su cui continuare a puntare, e deve farlo in maniera totalmente differente rispetto a questo ultimo triennio, caratterizzato non solo dalla pandemia, purtroppo, ma anche dalla lentezza della macchina amministrativa e da un protagonismo dell’agroalimentare lucano che è stato pressoché – speriamo non volutamente, sarebbe grave – azzerato.“
