Fino a quando n on si prenderà la decisione di sottoporre settimanalmente a tampone rapido tutti gli operatori sanitari e tutti quelli che frequentano gli ospedali della regione o fino a quando non si saranno sottoposte a vaccino le categorie di cui sopra, è perfettamente inutile parlare di esami che non si fanno, di interventi che saltano, di screening che vengono accantonati e delle conseguenze gravi che il disservizio o meglio la mancanza di alcuni servizi  di diagnosi e cura produce alla popolazione ammalata.

margherita perretti

 Della cosa si è parlata in quarta commissione regionale, per iniziativa della presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità , Margherita Perretti, audita, insieme con la commissaria responsabile per la Salute e Medicina di genere, Angela Lavalle in merito alla situazione concernente gli screening oncologici in Basilicata. Quest’ultima ha fatTo un quadro impietoso, ma realistico, della situazione. Che è una situazione imbarazzante- ha detto- perchè le sedi deputate all’effettuazione dello screening sono passate da 132 ad 11, mentre solo per lo screening del collo dell’utero mancano circa 14.000 esami, infatti sono stati eseguiti ad oggi circa 5.100 esami di screening, rispetto ai 19.000 del 2018 e del 2019. Mancherebbero, invece, circa 20.000 mammografie. E noi vorremmo delle spiegazioni proprio in merito a questi ritardi e, soprattutto, un’assunzione di responsabilità. Ad ottobre l’Ons ha avviato un’altra indagine e ci auguriamo che questa volta i nostri responsabili regionali degli screening abbiano inviato i dati richiesti”.

“Altra domanda che ci preme rivolgere – ha aggiunto Margherita Perretti – è se la Regione ha messo risorse aggiuntive per operare in sicurezza e recuperare i ritardi. L’Osservatorio nazionale screening ha emesso delle linee guida dirette alle Regioni in cui raccomanda, nei casi in cui le risorse dello screening siano state temporaneamente allocate per la gestione dell’emergenza Covid, un loro reintegro, anzi potenziamento affinché i ritardi siano colmati nel più breve tempo possibile. Inoltre, occorrerebbe valutare un impiego aggiuntivo di risorse umane e tecnologiche. Si suggerisce, anche, un piano di comunicazione a livello istituzionale, a mezzo stampa, radio e Tv locali, utilizzando anche la Medicina generale, per sensibilizzare l’utenza sull’importanza degli screening, incoraggiando la partecipazione ed evidenziando che sono erogati in piena sicurezza sia per gli operatori che per gli utenti. Infatti, altro tema, è il timore di eventuali contagi che scoraggiano I cittadini alla partecipazione. Si deve sapere che vengono rispettate tutte le regole di distanziamento fisico, sanificazione e utilizzo dei dispositivi di sicurezza”.

“E’ vero che la pandemia ha messo a dura prova il Sistema sanitario nazionale ma, ci sono altre malattie oltre al Covid-19. Fra I danni alla nostra salute ci sono anche quelli indiretti, dovuti ai ritardi nelle visite e alle mancate prestazioni, visite ed analisi recuperate con difficoltà, con tempi lunghi e, la tempistica in alcuni ambiti, come quello oncologico, diventa di importanza vitale. Lo scopo finale – ha concluso – è garantire la pari opportunità del diritto alla salute per le cittadine e i cittadini lucani”. 

Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Perrino, Baldassarre, Polese, Bellettieri, che hanno convenuto sulla necessità di porre rimedio ad una situazione a dir poco incresciosa, facendo chiarezza sulla situazione di forte criticità delle sedi dove effettuare lo screening e procedendo alla ripartenza in tempi immediati e ribadendo la bontà di dare seguito ad una capillare campagna di informazione circa la necessità della prevenzione effettuata in tutta sicurezza.

Il presidente Zullino, prendendo atto della richiesta della Crpo, ha garantito “la presenza in Commissione di tutti i responsabili degli screening, di quelli delle due Aziende sanitarie (Asp e Asm), del Crob, del Fora, società che gestirà il programma di screening fino a gennaio in Basilicata ( diagnostica per immagini, radioterapia, laboratorio analisi e diagnostica mobile – n.d.r.), dei coordinatori scientifici con la partecipazione dell’Assessore e del Dirigente generale del  dipartimento Politiche della persona, nelle prossime sedute, ovvero nel corso di una seduta in modalità telematica per accelerare i tempi e rendere più proficuo il confronto”.