Sul  Capodanno di Maratea  hanno detto di tutto, come sucede in una riunione condominiale. Si parte dalla cappa del tetto che va cambiata, per arrivare al cane che abbaia, all’inquilina del terzo piano che non saluta, al portone lasciato aperto di sera. Si è mischiato nella circostanza il giudizio musicale, con quello estetico, con quello anagrafico sui cantanti, con Patty Pravo  che saluta l’anno vecchio spacciandolo per nuovo. I social sono belli per questo, perché sono un condominio allargato e a tutti è consentito di dire la propria, sia che stia nel tema sia che esca fuori tema. Per quanto mi riguarda il tema era il seguente: è stata una operazione intelligente quella di puntare buona parte del piano di comunicazione e marketing turistico in questo accordo con la RAI? Si che lo è stata, perché la Basilicata mai come in questi anni è stata in televisione, con rubriche specializzate, i borghi, la cucina, l’agricoltura e naturalmente il Capodanno RAI, che da tre anni ormai può chiamarsi il capodanno dalla Basilicata. Prima , nel 2014, “l’anno che verrà” la Rai lo aspettavano a Courmayer  in val D’Aosta  e , se si mettono a confronto le cifre pagate per quel solo evento contro il pacchetto spuntato dalla Basilicata ci sarebbe da fare i complimenti  a chi ha fatto la trattativa. Ed è stato così concertato l’evento che addirittura la Basilicata ne è uscita come quelle cartoline di una volta che tenevano insieme tante diverse immagini di una città, con la sua cattedrale,  il suo piatto famoso, la sua piazza. Una cartolina che è andata a dieci milioni di italiani oltre a quelli che vedono i canali satellitari nel Mondo. E che è stata gradita, perché la gente ha potuto  ammirare un territorio ed apprezzarne la bellezza. Poi  le nozze non si fanno con i fichi secchi. Poiché il Capodanno Rai è un programma che si fonda sulle sponsorizzazioni per non pesare solo sulle tasche degli italiani: se avessimo cacciato il doppio avremmo avuto il meglio, consentendo di usare quel budget aggiuntivo per contrattualizzare le prime stelle, quelle che  si prendono una barca di soldi e che a Maratea preferiscono arrivarci d’estate con la… barca. Mentre tutta l’Italia si è goduta lo spettacolo , i critici , i musicologi, i bempensanti  e  quelli a cui non va mai bene niente in Basilicata, si sono messi al lavoro, come si erano messi il primo di gennaio di due anni fa , per Matera, e il primo di gennaio dello scorso anno, per Potenza.  Ecco perché, mi sento solo di dire che il Capodanno Rai non è San Remo. E’ un format più alla buona e meno costoso per scelte aziendali. E funziona al punto tale che sarà difficile da domani trovare un mezzo di comunicazione altrettanto potente alle condizioni  che siamo riusciti ad ottenere. Il Sindaco di Maratea, che mi ha dato lo spunto per questo post, manifestando la propria amarezza per commenti inappropriati e inopportuni, sappia che la sua stupenda città ha saputo presentarsi all’altezza della sua fama e della sua bellezza fisica, con ordine, con 7000 persone festanti e con una marea di giovani che , quelli sì, hanno portato una bellissima brezza marina sul palco. Se Amadeus non ha ringraziato i vigili urbani, cosa che volevo suggerirgli dallo schermo di casa senza riuscirci, i vigili non si sono offesi e non ne hanno fatto un casino, tanto per dire. Eppure avevano smazzato come matti per una intera settimana. Rocco Rosa

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