Quasi ottocento scarichi abusivi ancora in attività nonostante da tre anni siano state realizzate le reti fognarie che riguardano la gran parte di Maratea . E nei  corridoi del Comune è ancora esposto l’avviso dell’ex Sindaco della cittadina tirrenica in cui invitava i cittadini a mettersi in regola con l’allaccio, preannunciando che l’Amministrazione avrebbe perseguito i trasgressori. Non è successo niente. La ricetta è semplice: basta cambiare il Sindaco e si comincia daccapo, come se niente fosse e niente fosse successo. Possiamo passare a Potenza e riscontrare come le rive del basento siano bucherellate da scarichi abusivi, con una zona industriale di Tito che non dispone di una mappa degli attacchi nella rete di depurazione e con aziende agricole a monte del basento che scaricano direttamente i liquami nel fiume. Sono anni che i giornali campano di queste notizie senza che succeda niente. E questo perché il vizio è all’origine: l’amministrazione non è un corpo a sé stante neanche per l’ordinaria amministrazione , neanche per i doveri inerenti le proprie competenze d’ufficio, ma è un’amministrazione che ha la testa del politico di turno: se questa è vivace, attenta, capace di guardare a 360 gradi, capace di dare ordini da caporale di giornata, oppure capace di pretendere chiarezza da altri enti comunque interessati ( Acquedotto Lucano, Arpab, Carabinieri forestali), allora il corpaccione burocratico si muove; viceversa se la testa del politico non ha maturato l’esperienza di amministratore e prende tempo per capire, il corpaccione si ferma, si riposa, aspettando  ordini che tardano ad arrivare. Il tema che si sta prospettando in basilicata è che l’amministrazione, intesa come soggetto istituzionale, ha abdicato dal versante della responsabilità burocratica e si muove dove va il vento. E se il vento non soffia, ci si scorda di tutto: delle ispezioni che bisognava fare e non si sono fatte, dei soldi che bisognava incassare e non sono stati incassati, delle scadenze che dovevano essere tenute presenti e sono state dimenticate. E così ogni cinque anni, bisogna perderne almeno due per cominciare daccapo, non per continuare da dove si era arrivati., Questo è il tema di oggi: di una burocrazia che è in piena demenza senile, si scorda le cose che deve fare e aspetta che il padrone di turno glie le dica, come chi deve dare gli ordini di giornata. E se questo presenta aspetti di danno erariale, passi, tanto non c’è nessuno che riesca a configurarlo e a perseguirlo. E dunque c’è un circuito malsano che si sta consolidando tra amministratori che non sanno da dove cominciare, dirigenti che non vanno avanti senza input e uffici che battono la fiacca, irrobustiti nella loro rilassatezza da una pandemia che li ha collocati virtualmente a riposo, lontano dai cittadini che reclamano e sordi  e ciechi rispetto alle lamentazioni che si registrano sui media e sui social. Dove vogliamo andare con questa mentalità da siesta messicana? Rocco Rosa